LE CASE DEL MALCONTENTO Sacha Naspini

Le case del malcontento

LE CASE DEL MALCONTENTO, di Sacha Naspini

Recensione 1

Sono emersa oggi, dopo un po’ di giorni in compagnia di Naspini. Giusto il tempo di una boccata di ossigeno, ma poi so che sceglierò ancora lui.
Un toscano, ad un passo da me.
In queste pagine c’è tutta la maremma, quella più dura, aspra , la “maremmaamara” che solo chi ci abita può capire fino in fondo.

I suoi libri non si leggono, loro ti prendono e ti spingono, ti buttano dentro la storia, e tu non ci puoi fare niente. Solo aspettare la fine per riemergere.

 

 

Naspini ha talento, si può amare o meno, ma è indubbiamente un prestigiatore, uno che fa sparire ogni cosa intorno a te e ti lascia lì, insieme alle miserie umane dei suoi personaggi, che diventano anche le tue. E quando alla fine ti svegli, dopo i colpi dei suoi finali “a sorpresa” ,ti senti sollevato, perché in fondo …. è solo un libro.

Le Case è il suo “capolavoro”, perché non pare scritto, ma emerso piano piano dalle stradine , dalle mura di questo paese disperato, disgraziato, abbandonato e meraviglioso come lo sono molti piccoli borghi nel cuore della Maremma.
Ogni casa racchiude tra le proprie mura storie crude, terribili, oscure e penose, l’impressione però e che non siano nate dalla fantasia dell’autore, ma che sia stato il paese ad avergliele sussurrate.

 

 

Controindicazioni:
Non lo leggete se volete continuare a pensare alla Toscana del “mulino bianco”.
Non lo leggete nemmeno se soffrite di claustrofobia, perché Naspini vi porta sempre dentro, sotto, al buio.
Non lo leggete se volete solo provare, perché poi dovrete leggerli tutti.
Per tutti gli altri, buon divertimento!

Recensione di Benedetta Giannoni

 

Recensione 2

Tra le rocce della Maremma è racchiuso Le Case, un borgo antico, custode di storie truci, di segreti terribili, di sentimenti primitivi e folli, di un`ignoranza mai riscattata.

LE CASE DEL MALCONTENTO Sacha Naspini Recensioni Libri e News

Coloro che lo abitano sono al tempo stesso vittime e artefici della prigionia vissuta in quei vicoli e in quelle mura, dove ogni sentimento buono sembra destinato a inacidirsi e ad alimentare l`insoddisfazione delirante dei suoi abitanti.

Un libro originale nella struttura, suddivisa in capitoli dedicati ai protagonisti di una storia che avanza e si completa in una sorta di “confronto all’americana”.

Un libro molto potente dal punto di vista emotivo, merito di una scrittura incredibile, “per immagini”, capace di risucchiarti e sbatterti tuo malgrado in prima linea a vivere sensazioni e sentimenti.

Per buona parte del libro le parole sembrano sgorgare da una sorgente incapace di prosciugarsi, regalando momenti di un’intensità grande, a volte disturbante, che scavano nell’animo umano senza pietà e senza sconti, nel bene e nel male.

Solo sul finire, la storia risulta fin troppa elaborata, quasi che un’altra mano fosse intervenuta per aiutare a chiudere il cerchio.

Un libro forte che potrebbe urtare in modo esagerato una sensibilità più “fragile” o comunque non disposta ad ammettere certi orrori del mondo.

Recensione di Laura Pancini

1 Commento

  1. Bellissima recensione, grazie. Si “sente” che questo libro non lascia indifferenti. Non conoscevo l’autore, provvederò.

Commenti

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