L’ARTE DI ESSERE FRAGILI Alessandro d’Avenia

Larte di essere fragili Alessandro DAvenia recensioni Libri e News UnLibro

L’ARTE DI ESSERE FRAGILI (Come Leopardi può salvarti la vita), di Alessandro D’Avenia.

Per chi ha amato e ama ancora Leopardi quanto me, per chi lo ama anche di più e addirittura per chi non lo ama.

D’Avenia ha avuto un’idea geniale, quella di parlarci di Leopardi, della sua grandezza e di quella sua fragilità tutta umana, confezionando un romanzo epistolare, dove l’autore scrive immaginarie lettere al giovane poeta di Recanati.

Naturalmente non c’è risposta alle missive che, capitolo dopo capitolo, egli invia al Poeta; ma non importa. Leopardi risponde con i suoi versi, con le sue prose intelligenti, con le sue domande. Attraverso la stesura di queste lettere, D’Avenia ci racconta l’uomo: «…fu invece un cacciatore di bellezza, intesa come pienezza che si mostra nelle cose di tutti i giorni a chi sa coglierne gli indizi, e cercò di darle spazio con le sue parole, per rendere feconda e felice una vita costellata di imperfezioni…»
Tra le pagine del libro si entra in contatto con Giacomo Leopardi, quasi in intimità; l’autore ci svela passioni e tormenti, mentre cerca di rendere giustizia al poeta con troppa facilità definito “pessimista”: «Sperare non è il vizio dell’ottimista, ma il vigoroso realismo del fragile seme che accetta il buio del sottosuolo per farsi bosco. Insegnaci, Giacomo, quest’arte di sperare.»

Larte di essere fragili Alessandro DAvenia Rcensioni Libri e News UnLibroNelle duecento pagine del libro abbiamo l’occasione di rileggere alcune delle opere immortali di Leopardi, L’Infinito, La ginestra, A se stesso e la parafrasi che ne fa D’Avenia è molto interessante; lo stile dell’autore è incantevole e garbato, spesso poetico ed è un piacere leggere “insieme a lui” quei versi immortali.

Un paio di note mi sento di fare: la prima è che (come già in altri suoi libri), D’avenia infarcisce le pagine di “credo” e religione, l’onnipresenza di Dio è pesante (dal mio punto di vista,ovviamente). Io avrei preferito un approccio più laico nei confronti di Leopardi, a maggior ragione per Leopardi che era senz’altro agnostico se non del tutto ateo. Alessandro D’avenia invece in alcune pagine sembra voler accomunare alcuni passi della Bibbia alle opere del nostro Giacomo e li riporta integralmente nelle pagine.

Inoltre non ho apprezzato particolarmente la trascrizione delle lettere che lui, in quanto insegnante e scrittore, riceve da molti alunni, da ragazzi e ragazze adolescenti che hanno tratto giovamento dalle letture dei suoi romanzi. Lo trovo troppo autoreferenziale e un po’ narcisistico. Sono certa che D’Avenia sia un insegnante eccellente, però queste lettere (molto intime, tra l’altro) non avrei voluto leggerle qui, in questo contesto.

Al di là di questo, “L’arte di essere fragili” merita di essere letto perché è comunque un gran libro, perché avvicina il lettore alla magia intensa dei versi straordinari di uno dei più grandi poeti al mondo. Leopardi merita questo e ancora di più.

Recensione di Lauretta Chiarini

1 Commento

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.