LA SPINTA Ashley Audrain

La spinta Recensioni Libri e news

Recensione 1

Il rifiuto da parte di un genitore può rendere “cattiva” una persona? O è tutto già scritto nel DNA e non c’è famiglia amorevole che possa cambiare il destino di chi porta in sé i semi del Male?

Quante zone intermedie esistono tra la naturale reazione di fronte all’ostilità di chi ti dovrebbe essere più vicino e l’impulso insano a provocare dolore per il solo gusto di farlo?

Blythe e Fox sono giovani e innamorati, eppure molto diversi. Lei ha avuto un padre debole, ed è stata abbandonata dalla mamma, in perenne fuga dal ricordo della sua, morta suicida a trent’anni. Lui ha avuto genitori perfetti e un’infanzia felice. E non sa immaginare una famiglia diversa da questo. Quindi insiste per un figlio, anche se lei non è pronta. Nasce Violet e da questo un incubo che mi ha fatto fare le due per finire il libro e che poi mi ha tenuta sveglia tutta la notte.

Ben scritto, veramente angosciante, turba e fa pensare.

“Sai, ci sono cose di noi che non possiamo cambiare, perché nasciamo così e basta. Ma ce ne sono altre che dipendono da quello che vediamo, e da come ci trattano gli altri. Da come ci fanno sentire.”

Recensione di Elena Gerla

 

Recensione 2

POSSIBILE QUALCHE SPOILER

“La spinta” (Rizzoli 2021) è il romanzo d’esordio di Ashley Audrain, ex direttrice della comunicazione dell’ importantissima casa editrice canadese Penguin. Appena uscito ha conquistato gli editori di tutto il mondo, è stato tradotto in 34 lingue e i diritti d’autore sono stati acquisiti da importantissimi produttori internazionali per farne una serie televisiva.

E’ un romanzo psicologico che per le sue caratteristiche, per il suo ritmo incalzante e per la tensione che è in grado di sviluppare e mantenere nei lettori è stato ascritto al genere thriller anche se non ne ha assolutamente tutte le caratteristiche.

E’ piuttosto un romanzo sulla difficoltà della maternità, sulla società che impone certi stereotipi nelle donne appena diventate madri, sui cambiamenti osservati nel loro corpo e nella loro mente, su come una nascita possa influire sull’evoluzione della vita di coppia, sulle intuizioni materne nei riguardi dei figli, su certe impronte familiari che sembrano essere ereditarie ma sono probabilmente solo il frutto di rapporti anaffettivi o negati che lasciano le loro impronte per tutta la vita sulla psiche di chi li ha vissuti e interiorizzati fin dalla prima infanzia, sui germogli della cattiveria che spesso hanno una fioritura precoce.

Per questo, la storia di Blythe, la protagonista, ci coinvolgerà fin dalle prime pagine e non ci sarà un solo attimo in cui non proveremo una forte empatia nei suoi confronti, sentendone il dolore, la confusione, le paure, i sospetti, vivendo con lei le tragedie che la vita le riserva.

Blythe, mancata scrittrice di racconti, nonostante una storia davvero difficile e particolare con la propria madre, Cecilia, anche lei con una vita deteriorata a causa di Etta, sua madre, sopravviverà a tanta mancanza d’amore grazie a una vicina di colore, la signora Ellington, in grado di sopperire alle grandi carenze affettive della ragazzina.

L’incontro con Fox, giovane e prestante architetto, sfocerà in un matrimonio felice e appagante fino al momento in cui Blythe rimarrà incinta. L’ansia, l’angoscia e la preoccupazione di non essere una madre adeguata torneranno ad affacciarsi nei suoi pensieri più intimi derivanti dalle immagini del suo pesante vissuto.

Blythe partorisce una bambina bellissima, Violet, ma sin da subito sembra che quell’ esserino non voglia riconoscerla come madre, non ami stare con lei, la respinga in tutti i modi possibili attaccandosi invece al padre.

Blyte tenta tutte le strade per stabilire un rapporto con la sua piccola. Padre e figlia si adorano e Blythe sembra tagliata fuori da ogni legame affettivo con la sua bambina che crescendo mostrerà ancora più segni di insofferenza e addirittura di odio verso la madre.

Blythe non sa più se pensare di essere lei il vero problema o piuttosto la bambina nella quale, ogni giorno che passa, ravvede segni premonitori di qualcosa di strano, addirittura di malvagio.

Una seconda gravidanza e un nuovo figlio, Sam, le faranno vivere in pieno le gioie della maternità come le aveva sempre immaginate, come tutti dicevano che dovessero essere, fino al giorno in cui sarà testimone di un gesto che distruggerà tutto ciò che pazientemente era riuscita a costruire.

Inquietante, spietato, travolgente, pieno di angoscia e dolore, di orribili presentimenti e di tradimenti di ogni genere, il libro ha un ritmo incalzante pieno di flashback sconvolgenti e una scrittura con una potente capacità narrativa che trascina all’interno di un maelstrom dal quale è impossibile uscire fino all’ultima pagina.

Un vortice in cui tre generazioni di donne lottano sul senso di maternità, spesso declinando aspetti inconfessabili di un sentimento atavico di amore che stenta ad affiorare dal mare di problematiche e di sofferenze appartenenti a quelle vite che lo tengono ancorato con risentimenti, rifiuti e amarezze passate sul fondo oscuro dell’anima, concedendo a quell’amore sepolto e soffocato di trasparire attraverso qualche raro lampo di luce, subito destinato a spegnersi.

Recensione di Maristella Copula
LA SPINTA Ashley Audrain

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