LA SIGNORA DEI FUNERALI Madeleine Wickham

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

LA SIGNORA DEI FUNERALI, di Madeleine Wickham (Mondadori)

 

Rimasta orfana di “Follia”, ho dovuto spezzare per non rimanere delusa dal successivo romanzo, e sono quindi ricorsa alla mia “Scorta”, una piccola pila di libri che conservo proprio per queste occasioni o per quando sono giù di morale: sono testi brevi, frivoli, leggeri, che hanno il dono di regalarmi un piacevole stacco mentale.

Una ventina d’anni fa un’amica mi regalò uno di questi libri, “I love shopping” di Sophie Kinsella, che non finì nella pila solo per rispetto nei suoi confronti e perché mi promise grasse risate; lo lessi quindi subito. Ma forse già allora ero troppo seriosa, perché non mi piacque per nulla e giurai di non leggere più niente di questa autrice.

A Natale adocchio alle bancarelle dell’usato una copertina che sembra perfetta per la Scorta, la trama è simpatica e secondo me è in grado di disintossicarmi dopo un capolavoro: “La signora dei funerali” di Madeleine Wickham”. Me lo porto a casa.

E allora eccoci, arriva il suo turno, lo prendo in mano e mi cade l’occhio sotto il nome dell’autrice… oh mamma c’è scritto “Madeleine Wickham… meglio nota come Sophie Kinsella”. Ma come?! Come avevo fatto a non notarlo prima, è addirittura scritto in rosso!!!

La trama è scorrevole e carina per carità, perché una donna che accalappia ricchi vedovi al funerale delle loro stesse mogli alla fine è divertente, però si è rivelata fin troppo banale nella sua narrazione, anche se a fatica ha portato a temine la sua missione.

Il romanzo lascia tuttavia uno spunto per riflettere su come l’amore di una madre sia fondamentale per la crescita di autostima di un figlio; è incredibile come una sola donna possa rovinare tante vite in pochi anni di presenza al mondo, fare danni irreparabili, e non ci vuole neanche tanto impegno, basta essere algide e ciniche, prive di amore pur sembrando, a beneficio dell’entourage, una madre attenta e presente.

Comunque confermo la mia prima impressione, alla fine cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia: la Wickham/Kinsella non mi piace, anche se sembra che spopoli tra i lettori in effetti… probabilmente non è nemmeno colpa sua, ma mia che non apprezzo il genere Chick lit.

Stasera volto pagina e riparto con un altro grande capolavoro…

Recensione di Isabella Bufano

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