LA MAPPA PERDUTA Toby Lester

LA MAPPA PERDUTA Toby Lester

Il saggio ricostruisce la storia della mappa disegnata da Martin Waldeseemuller e Mathias Ringman nel 1507, la prima mappa in cui compare il nome America per designare il nuovo continente e che oggi è esposta nella sala del Recensione La mappa perduta di Toby LesterCongresso di Washington D.C.: nei primi capitoli, l’autore racconta, con uno stile da thriller particolarmente avvincente, le vicende che portarono, ai primi del Novecento, un gesuita con l’hobby dell’archeologia cartografica a riscoprire il prezioso documento, che si credeva perduto, nell’oscura biblioteca di un castello tedesco dove giaceva dimenticato da secoli; il resto del libro ricostruisce, in modo rigoroso ma sempre molto discorsivo, la storia della cartografia moderna, dalle descrizioni degli antichi eruditi alle mappe medievali sulle quali erano segnati reami incantati e luoghi mitici, passando per gli interessanti resoconti di esploratori, mercanti e missionari che hanno contribuito a formare l’idea del mondo come ancora oggi l’abbiamo in testa noi che possiamo accedere a ogni angolo del pianeta con un semplice accesso a Google Map.

Ma il saggio di Lester non è solo un interessantissimo viaggio alla scoperta di carte illustri: attraverso la storia di quei documenti e degli uomini che li hanno redatti, il libro evidenzia come nell’uomo sia innato il bisogno di esplorare, di conoscere, di mettere alla prova se stesso e le sue conoscenze, così i numerosi viaggi alla ricerca del regno del Prete Gianni furono la spinta per l’esplorazione portoghese dell’Africa subequatoriale e i viaggi di Marco Polo e Giovanni da Pian del Carpine rivelavano ai lettori di una parte del mondo che poteva apparire favolosa e irreale ma era concreta e si poteva sognare che un giorno sarebbe stata alla portata di tutti. Perché l’ignoto, se da un lato può spaventare, da un altro ha un fascino irresistibile ed è facile immaginare quanto poteva averne su chi leggeva scritte come Hic Sunt Leones su quelle pergamene sbiadite.

Consiglio la lettura di questo libro a chi, come me, ama viaggiare anche solo con la fantasia e subisce il fascino delle vecchie carte e degli atlanti e a chi ama leggere saggi e ne cerchi uno avvincente come un romanzo.

Recensione di Valentina Leoni

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