LA FELICITÀ SILENZIOSA DI AKIKO, di Jan Philipp Sendker (Neri Pozza – luglio 2025)

Nel suo nuovo romanzo, Jan Philipp Sendker ci porta a Tokyo e ci racconta la vita di una giovane donna che fa una scoperta inquietante dopo la morte della madre. Trova infatti prove nei documenti della donna che l’uomo che credeva essere suo padre non era in alcun modo imparentato con lei, ma era stato semplicemente “affittato” dalla madre stessa per dare alla bambina l’illusione della paternità. Akiko è sbalordita. Ricorda gli incontri un po’ rigidi e stranamente freddi con quest’uomo, che interpretava il padre per una tariffa oraria, ma non ha un ricordo completamente negativo di quegli incontri.
Un giorno, Akiko incontra per strada Kento, un ex compagno di scuola che all’epoca era considerato un prodigio del pianoforte. Iniziano a parlare e si scopre che Kento è un cosiddetto “hikikomori”, una persona che non esce di casa per lunghi periodi di tempo ed evita ogni contatto sociale. Kento vive in questo modo da dieci anni, uscendo solo di notte, quando c’è meno gente in giro. Tra i due si crea un tenero legame; si scambiano email e messaggi vocali e occasionalmente si incontrano di persona quando Kento se la sente. Senza volerlo consapevolmente, si aiutano a vicenda ad avvicinarsi a se stessi e, allo stesso tempo, a superare un po’ la propria zona di comfort.
Lo stile di scrittura è fluido e molto piacevole da leggere, con la prospettiva narrativa in prima persona di Akiko.Volendo trovare un paio di pecche, si potrebbe dire che la narrazione manca un po’ di profondità emotiva e che il narratore ha un’eccessiva tendenza a spiegare anziché a mostrare (che del resto è un difetto di larga parte della narrativa contemporanea, ma non della letteratura giapponese).
Si tratta comunque di un buon romanzo e il ricordo dei protagonisti accompagnerà il lettore ben oltre la fine del romanzo
Recensione di Moreno Migliorati


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