LA FAMIGLIA AUBREY Rebecca West

LA FAMIGLIA AUBREY Rebecca West

LA FAMIGLIA AUBREY, di Rebecca West

Una lettura impegnativa, una scrittura superba: impegnativa perché il romanzo scorre con una lentezza che potrebbe infastidire, ma è la lentezza necessaria a significare un’epoca (fine ottocento) e giustificata dalla narrazione della voce infantile di una delle protagoniste e il tempo dell’infanzia ha una cadenza più rilassata – ma non indolente – rispetto al tempo stressante ed imperioso degli adulti.
LA FAMIGLIA AUBREY Rebecca WestSuperba perché la scrittura di Rebecca West è colta, perfetta e nonostante la lunghezza (circa seicento pagine) è scorrevole e gradevolissima.
Tra le righe, qualche piccolo accenno di humor inglese, che non guasta mai, ma che non è invadente, quasi impercettibile.
Il ritratto dei protagonisti è pennellato ad arte e quando si chiude il libro Rose, Mary, Cordelia, Clare, Piers, Richard Quin, Rosamund, Kate e tutti gli altri personaggi non hanno segreti per chi li ha letti. Ed amati.
In particolare Clare, la pianista, madre dei quattro ragazzini, è un personaggio mirabile: eccentrica, dimessa eppure indomita: una protagonista assoluta insieme alla musica.
Recensione di Lauretta Chiarini

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