LA CANZONE DI ACHILLE Madeline Miller

LA CANZONE DI ACHILLE, di Madeline Miller (Marsilio)

Recensione 1

 

Sopra di noi, le stelle erano velate. Potevo sentire il peso dell’aria. Quella notte sarebbe arrivata una tempesta. La pioggia sarebbe caduta impetuosa, avrebbe riempito la terra fino a farla scoppiare. Sarebbe scesa dalle cime dei monti accumulando forza per spazzare via tutto ciò che avesse incontrato sulla sua strada: animali, case e uomini.

Lui è come quella tempesta, pensai…

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Finalmente, dopo aver letto mille pagine di blog, visto mille volte il libro in libreria e su pagine che consigliano letture, leggo La canzone di Achille della Miller.

Lo dico subito. Questa lettura arriva in un momento di vita in cui per lavoro e scelte leggo già fin troppe cose e per selezionare il libro da leggere ho impiegato un po’. Di fatto comincio a leggere La canzone di Achille e non mi fermo più. Come molti di voi ho visto Troy, ho studiato al Liceo e conosco il mito di Achille ma…

C’è un ma.

Tra le pagine non ho più visto l’eroe, il figlio di una dea, il mito ma ho visto un bambino e poi un adolescente e poi un ragazzo.

Solo alle spalle la magnificenza delle guerre di Troia, la Miller scrive dell’umano, dei suoi dubbi, delle due fragilità.

La voce narrante è quella di Patroclo (quante volte avrei voluto abbracciarlo, quante volte mi ha colpito con la sua intensità e pazienza) ed è attraverso i suoi occhi che conosciamo questo Achille, bello come il sole e irresistibile e invulnerabile.

Ma lo è davvero?

Davvero un ragazzo può avere tutta quelle responsabilità (tra le tante essere il figlio di Teti) senza sentirsi fragile?

Questo libro è in primia una storia d’amore, poi una storia di adolescenti ed infine una pezzo di storia immortale. Vicino alla fine del libro ho pensato che questa storia dovesse essere letta dai miei figli. La Miller parla in modo diretto ma con delicatezza, non usa giri di parole ne si nasconde dentro sovrastrutture.

Narra di un amore tra due persone fragilità e sole per motivi diversi ma che sanno costruire un amore così puro e così meritevole di essere protetto da far fare a loro scelte molto forti che pagheranno a caro prezzo.

Io ho proprio visto Patroclo ed ho proprio visto Achille. Li ho amati da subito e da subito sono stata dalla loro parte.

Consigliato. Davvero a tutti, anche agli adolescenti.

Recensione di Maria Elena Bianco

Recensione 2

La Canzone di Achille è il romanzo d’esordio di Madeline Miller, consigliato dal mio caro amico Mirco Cittadini.

Ovviamente la storia mi era nota.

 

Achille eroe e guerriero straordinario, l’arma migliore creata dagli dei.

Agamennone re avido e senza scrupoli.

Odisseo re scaltro e manipolatore.

 

Una città inespugnabile, Troia, con il suo leggendario re Priamo e il suo primogenito Ettore, condottiero giusto e corretto.

Quello che non conoscevo è il rapporto indissolubile e commovente tra Achille e Patroclo.

Due uomini complementari: principe ed esule, il giorno e la notte, la luce fulgente e l’ombra, la passione irruenta e la razionalità, la fama di gloria e la ricerca di una felicità eterna.

 

Achille canta per tutto il racconto: canta suonando la lira, la sua una musica diversa dalle altre, una musica che placa e conforta; e Achille canta attraverso le sue gesta, i suoi muscoli, il guizzo dei suoi piedi.

E’ assurdo, lo so, ma ho sperato che per qualche strano gioco del fato, in questo libro il finale della vicenda fosse diverso.

Ho sperato che Achille non fosse accecato dalla sua sete di gloria, che Agamennone non avesse tutta questa voglia di conquista, che Ettore non uccidesse per sbaglio Patroclo.

 

Ma si sa, il destino è segnato dal momento in cui vediamo la luce di questo mondo, e il destino di Achille era quello di diventare immortale, a qualsiasi costo.

 

Ho amato questi due ragazzi, cresciuti insieme, educati e formati dal centauro Chirone e legati da un sentimento puro, forte, che li ha visti amici, amanti e compagni d’armi.

 

Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille rinuncia a vivere.

E’ la voce di Patroclo che racconta la loro storia…fino alla fine…fino al loro ultimo ed eterno incontro.

Non potevo chiudere meglio l’anno, parlando di Amore, in tutte le sue forme: amicizia, amore di una madre, di un maestro, amore per la propria terra, amore per i propri compagni, amore per il proprio lavoro, amore per il mondo, amore per l’altro…e allora lascio che l’amore che move il sole e l’altre stelle sia il leitmotiv per il nuovo anno che verrà!

Buona vita!

“Nell’oscurità, due ombre si avvicinano attraverso il crepuscolo fitto e senza speranza. Le loro mani s’incontrano e la luce si riversa inondando ogni cosa, come centro urne d’oro che, aperte, fanno nascere il sole”

 

Recensione di Cristina Costa

 

LA CANZONE DI ACHILLE Madeline Miller

 

 

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