JANE AUSTEN, OVVERO GENIO E SEMPLICITÀ Dara Kotnik

JANE AUSTEN, OVVERO GENIO E SEMPLICITÀ, di Dara Kotnik

 

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Ho questo libro sin dal 2008, acquistato insieme ad altri dell’autrice, Dara Kotnik, conosciuta in seguito alla lettura del più famoso ELISABETTA D’INGHILTERRA, bellissima biografia sulla degna erede del grande monarca, nel quale, la giornalista e storica, ha fatto rivivere, nel modo più obiettivo e disincantato, oltre che divertente, due grandi sovrani dell’Inghilterra cinquecentesca: Enrico VIII e sua figlia Elisabetta I Tudor.

Il modo di scrivere della Kotnik, fresco e intrigante, umoristico e sarcastico insieme, unito alla serietà e al rigore storico che caratterizza ogni suo scritto, mi fece venire la voglia di leggere le altre sue opere, tra cui la biografia della Austen, intitolata JANE AUSTEN, OVVERO GENIO E SEMPLICITÀ, in edizioni Rusconi.

Ma cerchiamo di capire più da vicino chi è stata Jane Austen

Nata a Steventon, nell’Hampshire, il 16-12-1775 (con quasi un mese di ritardo), Jane era la settima di otto figli di un pastore anglicano, George Austen e di una donna della piccola nobiltà, Cassandra Leigh, ella stessa proveniente dall’ambiente ecclesiastico, essendo, a sua volta, figlia di un pastore, docente alla All Souls di Oxford, che approvava pienamente il matrimonio, nonostante la lieve differenza di ceto, perché quel giovanotto bello e alto, secondo il reverendo Thomas Leigh, era una persona seria, calma, coscienziosa e coltissima, paziente e dalle ottime maniere.

 

 

La sua innamoratissima figlia aveva visto giusto, perché fu un matrimonio riuscitissimo e molto prolifico!

Ma torniamo alla piccola Jane, quasi un trastullo di Cassandra jr o Cass, come la chiamavano, sorella maggiore di due anni, con cui Jane vivrà in perfetta sintonia e in perfetto accordo, possedendo entrambe un caratterino piuttosto vivace!

Chi lo avrebbe detto che Jane Austen, la compassata romanziera di Orgoglio e Pregiudizio, un anticipo dello stereotipo di donna vittoriana, fosse un peperino dall’apparenza tranquilla?

E pensare che fu proprio il padre la principale figura che si occupò della sua istruzione ed educazione!

Senza entrare nei particolari di questo simpatico libro, dirò solo che questa romanziera, dall’apparenza mite, scrisse, tra il 1797 e il 1798, due romanzi, RAGIONE E SENTIMENTO(Sense and Sensibility), pubblicato solo nel 1811, e l’opera per cui viene principalmente ricordata, ORGOGLIO E PREGIUDIZIO (Pride and Prejudice), pubblicato invece nel 1813.

A questi primi due romanzi fecero seguito opere del calibro di MANSFIELD PARK (1814), EMMA (1816), – da cui è stato anche tratto un film con Gwineth Paltrow – e L’ABBAZIA DI NORTHANGER (1817).

Fin qui nessun problema, è vero! Ma come la mettiamo se vi dico che tutte le opere della Austen comparvero anonime e che alla sua morte, la romanziera inglese era ancora poco conosciuta?

Sì, perché della dolce figlia del reverendo Austen, come scrittrice, s’iniziò a parlare solo una ventina d’anni più tardi! Questo perché i suoi romanzi iniziarono a circolare, con maggior diffusione, solo dopo quell’arco di anni, quando ORGOGLIO E PREGIUDIZIO cominciò ad ottenere un particolare successo e la critica s’iniziò ad interessare alle sue opere.

Era il 1890, in piena età vittoriana, anzi al volgere della fine del regno di quella intraprendente e puritana regina ottocentesca.

Da allora le opere di Jane Austen non hanno conosciuto fermi e continuano, alla grande, il loro cammino di successo. Un po’ come per le sorelle Bronte.

 

 

I PERSONAGGI E I TIPI PSICOLOGICI

La galleria di caratteri dei personaggi delineati da Jane Austen, nelle sue opere, è davvero piuttosto vasta per poterla elencare per intero qui, per questo descriverò solo i principali tipi, esponenti di personaggi minori, ma dalle caratteristiche tipiche dell’epoca, della categoria sociale e del tipo caratteriale, tutti ritratti con con sottigliezza psicologica invidiabile ed elegante ironia.

Vi si ritrova, infatti, tra questi, la ragazza da marito, il bellimbusto, il giovanotto sentimentale e romantico, la vedova desiderosa di risposarsi, la dama orgogliosa (Emma ed Elizabeth Bennet), il gentiluomo, facile preda dell’amore per la fanciulla di modeste condizioni e… udite, udite, la madre di famiglia superindaffarata, anticipando di un secolo abbondante la figura femminile contemporanea!

A differenza di quelli descritti nelle opere di Dickens, i personaggi di Jane Austen descrivevano non una borghesia cittadina e, spesso, abietta e sfaccendata, bensì la borghesia del piccolo mondo inglese di provincia del primissimo ‘800, alla quale l’autrice stessa apparteneva ed entro la quale trascorse un’ esistenza monotona, tranquilla e modesta. Niente che facesse sospettare tutto ciò che albergava dentro il suo animo appassionato.

 

 

L’EPILOGO

Jane Austen morì a Winchester, dove si era recata con la sorella per curarsi, a soli 42 anni, nel 1817, per una malattia che la consumò letteralmente.

Il suo corpo fu sepolto nella cattedrale dell’omonima città.

LA SCRITTURA DI JANE AUSTEN

Pur conducendo un’esistenza priva di eventi eccitanti, che rendevano frizzante la gioventù delle giovani donne inglesi dell’epoca; pur dedita a cucito e ricamo, alla lettura ad alta voce ai familiari; pur senza muoversi dal luogo di residenza, Jane Austen ha saputo descrivere in modo elegante e ironico, ma allo stesso tempo, semplice e garbato, la provincia di appartenenza, l’Hampshire, caratterizzato dai suoi pettegolezzi quotidiani (prendete tutti quelli comici di ORGOGLIO E PREGIUDIZIO e ne avrete una bella panoramica), le differenze sociali e i pregiudizi stessi sono tutti gli ingredienti delle opere della romanziera inglese che, sprofondata fin nel midollo in quell’atmosfera bigotta, la seppe descrivere così bene, dissacrandola allegramente e garbatamente, pur restando sempre legata ad una prosa fredda e perfettina, dallo “stile nitido e da notazione” (dal primo risvolto del libro).

La sua stessa biografia offre un esempio di combinazione delle caratteristiche dei personaggi delineati, essendo vissuta lontana dagli eccessi, ma sempre curiosa delle attività – in continuo fermento di cuore e mente – che le permisero di scrivere, egregiamente, sul suo stesso mondo.

Da qualche anno a questa parte, abbiamo assistito al proliferarsi di films tratti dalle sue opere, così come uno addirittura sulla sua vita stessa (che, purtroppo, non ho ancora avuto il piacere di vedere), segno che la produzione della Austen è ancora molto amata.

Ritengo perciò, che la visione di questi films, accompagnata dalla lettura dei suoi libri e, soprattutto di questa garbata biografia, completerà il quadro sulla vita e l’opera della scrittrice inglese.

Per quanto riguarda il libro di Dara Kotnik è simpatico, scorrevole e di piacevole lettura farcita di umorismo, ma non raggiunge la vetta dell’ineguagliata biografia dei due sovrani inglesi, Enrico VIII ed Elisabetta I Tudor, però vale la pena leggerlo.

 

 

CENNI BIOGRAFICI SU DARA KOTNIK

Chi è Dara Kotnik?

Dietro questo nome, di origine slovena (è figlia dell’eroico Ciril Kotnik e zia di Walter Veltroni), si cela una brillante giornalista, che ha collaborato con le maggiori testate italiane.
Nata a Roma, dove si è laureata in Scienze Politiche, subito dopo la conclusione dell’università, ha lavorato e studiato in Inghilterra per quattro anni, esperienza che l’è tornata utile più tardi.

In qualità di giornalista professionista è stata anche redattrice di diffusi settimanali.

Inviata estera di un importante quotidiano, Dara Kotnik ha trovato perfino il tempo per soddisfare il suo antico amore per la storia e la ricerca, scrivendo stupende biografie su personaggi storici e della cultura, come quello già citato sulla grande regina inglese del ‘500.
Attualmente, da ciò che sono riuscita a sapere dalla rete, la Kotnick vive in America con la famiglia e conduce programmi radiofonici.

 

Recensione di Lena Merlina

 

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