JONATHAN STRANGE E IL SIGNOR NORRELL Susanna Clarke 

JONATHAN STRANGE E IL SIGNOR NORRELL Susanna Clarke

Questo poderoso tomo di quasi mille pagine è uno dei fantasy più originali, coinvolgenti e appassionanti mai scritti: una recente discussione nel gruppo mi ha spinto a scriverne una recensione.

Il romanzo immagina un mondo nel quale esista la magia e di essa si possano servire i governi nelle loro strategie politiche, oltre che come strumento di guerra.Recensione JONATHAN STRANGE E IL SIGNOR NORRELL Susanna ClarkeI protagonisti della storia, ambientata in una linea temporale alternativa nella quale si muovono anche personaggi storici a noi noti come Napoleone e Wellington, sono due maghi inglesi: il giovane Jonathan Strange e l’anziano signor Norrell i quali, dapprima alleati ma non esattamente amici, finiranno per fronteggiarsi come avversari e poi nuovamente insieme si impegneranno in un epico scontro contro un potere molto più grande di loro.

Raccontare nel dettaglio la trama porterebbe via troppo tempo, mentre vorrei soffermarmi su altri aspetti di questo lungo e avvincente romanzo che resuscita i fasti e lo stile della grande letteratura inglese dei secoli XVIII-XIX, con tanto di note esplicative incluse nella narrazione, che rafforzano la sensazione del lettore di avere tra le mani un altro tipo di libro ma, in certi casi, finiscono per rallentare il ritmo di lettura.
Il libro della Clarke ha trama densa e complessa, pur non scevra da qualche lungaggine eccessiva, ma è un gioiello di inventiva, un capolavoro della letteratura fantastica che dovrebbe essere già considerato un classico del genere.

Notevole anche la caratterizzazione psicologica dei personaggi, tutti modellati in modo da non risultare convenzionali: il misantropo, scostante, paranoico studioso geloso del suo sapere, l’arrogante allievo, egocentrico ma di buon cuore, i sinistri scherani plasmati sui caratteri della grande letteratura d’appendice, le dolci fanciulle romantiche ma battagliere, oltre una carrellata di personaggi storici reali, cui la scrittrice dà una caratterizzazione vivida e personale.
Il tutto sempre narrato con una sottile vena di humor tipicamente britannico che rende la lettura estremamente piacevole.

Un romanzo imperdibile, che ha vinto il Premio Hugo nel 2005, il World Fantasy Award ed è stato finalista anche al Nebula.
Prima che qualche (imminente, pare) adattamento televisivo fatto coi piedi rovini il piacere della scoperta, vi consiglio di recuperarlo.

Recensione di Valentina Leoni

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