IL SEGNALE, di Maxime Chattam (Salani – marzo 2026)

I coniugi Spencer, stanchi della vita frenetica di New York, hanno deciso di trasferirsi, insieme ai loro figli, in una fattoria immersa nel verde a Mahingan Fals nel New England.
Olivia è un personaggio televisivo, Tom un autore teatrale.
Pace e relax finalmente?
Pare di no perché una notte Olivia viene svegliata da gemiti che non si limitano ad emettere suoni ma vogliono far capire che gli Spencer non sono soli.
Olivia si sente continuamente osservata, ma non incontra nessuno.
Ma alla fine che problema c’è ? Se è una casa infestata da fantasmi, si può sempre traslocare.
I problemi invece ci sono perché a Mahingan Fals stanno avvenendo con sempre più frequenza eventi inspiegabili: omicidi, incidenti, suicidi da cui nessuno si può sottrarre, nemmeno il mondo animale.
Tanti stanno indagando, non solo la polizia…
Ma nessuno ha intenzione di informare l’altro per paura di spargere eccessivo terrore.
In questo libro, Chattam ha voluto misurarsi in una lunga e difficile sfida del bene contro il male. Una cavalcata da 800 pagine che per quanto mi riguarda ha vinto alla stra- grande.
Certo non è un romanzo adatto a tutti in quanto: sanguinario, irreale, avvolto spesso da atmosfere angosciose che mi hanno ricordato scene di film cari a Wes Craven come “Nightmare” e “Le Colline hanno gli occhi” e la “Guerra dei mondi ” con Tom Cruise.
Si potevano tagliare delle pagine? Forse qualcuna troppo vocate al paranormale
Ma Chattam lo “perdono” sempre perché lui è così: o lo ami o lo odi. Ma se lo ami, Il segnale corri il serio rischio di divorartelo.
E poi di lui non mi fido perché mi ha fatto capire più volte che la fantasia è in grado di avvicinarsi pericolosamente alla realtà.
Recensione di Marcello Avigo


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