IL SALTO MORTALE, di Kenzaburō Ōe

Nel Giappone contemporaneo, il capo di una setta religiosa prepara il suo ritorno sulla scena pubblica dopo dieci anni passati nell’ombra a causa del rinnegamento dei suoi insegnamenti, operato al fine di evitare una strage.
Sul suo nuovo percorso di fede si fa affiancare da alcuni personaggi estremamente peculiari: un giovane idealista, un ex studente dal passato torbido, un anziano pittore gravemente malato, una ballerina disposta a sacrificare le sue aspirazioni artistiche al nuovo mondo promesso al suo mentore.
[the_ad id=”12601″]
Romanzo di eccezionale complessità, che prende vagamente spunto da un fatto di cronaca, Il salto mortale conduce il lettore in un mondo dominato da un misticismo straniante, in cui è difficile distinguere la follia da dottrine che facilmente sconfinano in fanatismi ciechi e assoluti.
Oe descrive e denuncia il caos che da decenni minaccia un Giappone che ha perso l’identità e la sicurezza della sua cultura secolare, incarnata dalla figura dell’Imperatore, in un vuoto ideologico e morale paragonabile all’abisso sull’orlo del quale si trovano i protagonisti della vicenda.
Il lettore si trova davanti personaggi dagli animi tormentati da dubbi o confortati da una fede disperata, lasciando che si svelino tramite i lunghi monologhi e i numerosi dialoghi presenti nel romanzo, quasi che ognuno di essi sia il latore di una teoria che non convince nemmeno loro fino a dare al lettore l’impressione di aver percorso con loro la strada fino al Paradiso, ma di aver trovato la porta chiusa.
[the_ad id=”12601″]
Romanzo cupo e di grande forza drammatica, crudo eppure non privo di afflato lirico, tramite minuziose descrizioni di ambienti e soprattutto di paesaggi, Il Salto mortale è una lunga riflessione sul rapporto dell’uomo moderno con il divino e con la morte, sulla necessità di recuperare un senso critico dell’arte, vera e sicura aspirazione di libertà di ogni spirito sensibile.
Recensione di Valentina Leoni
Titolo presente anche in Un Libro in un Tweet


Commenta per primo