IL RITRATTO DI ELSA GREER Agatha Christie 

 

IL RITRATTO DI ELSA GREER, di Agatha christie

Un famoso pittore viene avvelenato mentre sta ritraendo la sua giovane amante.
Per il delitto viene condannata la moglie, la figlia però non è convinta della colpevolezza della madre ed incarica Hercule Poirot di scoprire la verità.

IL RITRATTO DI ELSA GREER Agatha christie  Recensioni Libri e News

“Il ritratto di Elsa Greer” è uscito nel 1942 con il titolo originale “Five little pigs”, filastrocca amata dal l’investigatore Poirot che paragona gli indiziati del delitto a cinque piccoli porcellini.

È uno dei testi più particolari della Christie in quanto si tratta un” cold case “ovvero un crimine compiuto sedici anni prima rispetto alla storia e fa parte di quel gruppo di opere dell’autrice in cui si raccontano omicidi del passato.

 

 

Altra particolarità è che il romanzo si svolge in gran parte con le testimonianze degli indiziati. Ciascuno infatti racconta a suo modo la sua verità, ognuno dal suo punto di vista, tralasciando particolari o esaltandone altri al fine chiaramente di uscirne pulito dalla storia.

Sarà Poirot ad analizzare ciascuna testimonianza attraverso l’analisi psicologica dei protagonisti così da riuscire a scoprire il colpevole.

L’incipit è lento forse anche ripetitivo in quanto ciascuno ripete a suo modo la storia accaduta, non ci sono infatti dialoghi tra protagonisti bensì uno scambio stretto tra gli stessi e Poirot che ascolta le loro storie.

Come sempre la Christie è abile a disseminare di indizi le storie raccontate così che ciascuno di noi alla fine sarebbe forse in grado di sciogliere l’enigma.

Concluse le testimonianze il ritmo del libro diventa serrato fino alla soluzione finale non scontata e chiaramente poco prevedibile per noi poveri lettori.

 

Da evidenziare inoltre gli spunti autobiografici del libro, in quanto anche la Christie fu lasciata dal marito per una ragazza più giovane. Sembra quasi che l’autrice voglia esorcizzare in questo modo, con il racconto, il dolore del tradimento subito.

Da leggere perché forse è uno dei meno famosi ma la storia e la costruzione ne fanno uno dei migliori dell’autrice.

Recensione di Gabriella Patriarchi

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