IL MONDO NUOVO – RITORNO AL MONDO NUOVO Aldous Huxlley

IL MONDO NUOVO – RITORNO AL MONDO NUOVO, di Aldous Huxlley

 

In un futuro remoto nell’era di Ford, dopo che la guerra dei nove anni ha sconvolto il pianeta, il Mondo Nuovo è riuscito a trovare un suo ordine nel segno di Comunità, Identità e Stabilità, in una società suddivisa in caste dove domina l’eugenetica, senza famiglie né religioni, in nome di un’eterna felicità a portata di mano, il soma, sostanza artificiale tramite la quale il dolore e l’invecchiamento sono stati sconfitti. La distopia di Huxley, che non può non aver offerto ispirazione a “1984” di Orwell” e a “Fahrenheit 451” di Bradbury, ipotizza una società strutturata in modo totalitario, dove non sono la forza o la proibizione a imporre il comportamento individuale, bensì la persuasione occulta, il messaggio subliminale, la cancellazione del passato e del concetto di storia. L’autore che diede alle stampe quest’opera nel 1932, a distanza d’anni nel 1958 con “Ritorno al Mondo Nuovo” trae un bilancio, conta i bersagli mancati e le frecce andate a segno, confronta in senso critico i modelli politici allora esistenti, lasciandoci in bilico tra la sensazione di un futuro che appartiene ormai al passato e la percezione di una profezia che con manifestazioni e modalità non troppo differenti rischia di ottundere con ogni mezzo le coscienze individuali.

Recensione di Riccardo Del Dotto
IL MONDO NUOVO – RITORNO AL MONDO NUOVO Aldous Huxlley

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