IL CALORE DEL SANGUE Irene Nemirovsky

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

IL CALORE DEL SANGUE, di Irene Nemirovsky

Un romanzo breve ma molto intenso soprattutto nella parte finale. L’inizio infatti è abbastanza lento, a tratti quasi noioso. Siamo nella profonda campagna francese, nella prima metà del ‘900. Ci viene presentato un mondo chiuso che si ripete da sempre uguale a sé stesso. I personaggi sono, inizialmente quasi indistinti confusi nella relativa omogeneità del contesto. La vita delle persone scorre lenta scandita dai ritmi della campagna.

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Silvio, la voce narrante, osserva questo mondo da fuori, quasi con distacco, come se non ne facesse parte e mette a fuoco uno dopo l’altro i vari protagonisti e ce li presenta con vizi e virtù. Un piccolo mondo in perfetto equilibrio che osserva i ritmi lenti della semina e della trebbiatura, le nascite, le morti, i matrimoni.

Anche la tragica morte di un giovane mugnaio, fresco marito di una ragazza, figlia di una cugina di Silvio, sembra un evento destinato ad un veloce e completo oblio. In questa piccola comunità tutti sanno tutto di tutti ma non fanno niente. Non si occupano dei fatti degli altri. Un muro di indifferenza e di omertà impedisce che si possa rompere quel magico equilibrio.

Improvvisamente c’è un episodio minimale ma del tutto nuovo: un giovane che si ubriaca durante un grande pranzo della mietitura e che racconta a tutti di essere stato testimone, non visto, del dramma. Il romanzo a questo punto cambia passo e la narrazione accelera sempre più velocemente e non è più possibile fermare gli eventi né è possibile smettere di leggere.

E’ come scoperchiare un pentolone. Il passato ritorna e si esaminano, a ritroso nel tempo, eventi di venti anni fa sempre più sorprendenti. Ogni fatto è concatenato all’altro ed alcune situazioni del passato sono curiosamente speculari di quelle dell’oggi.

La sequenza degli eventi spazza via la vernice dell’ipocrisia e ci consegna la verità, anzi le numerose verità. La narrazione è potentissima e sorprendente. Si tratta di un romanzo che una volta entrati nella seconda parte non è più possibile abbandonare fino a completa lettura.

Amore, passione, sentimenti umani buoni e soprattutto cattivi. Quotidianità, il tempo che passa e il passato che torna. Una buona lettura.

Recensione di Stefano Benucci
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