FORMULE MORTALI Francois Morlupi

FORMULE MORTALI, di Francois Morlupi

 

 

 

Ho deciso di rileggere il primo libro di Morlupi che vede come protagonista la squadra di investigatori del commissariato di Monteverde, perché in questo romanzo, in modo particolare, vengono delineate le personalità dei personaggi, che mi faceva piacere richiamare alla memoria. Ma anche la storia è degna di attenzione perché tratta alcuni problemi che caratterizzano la nostra società ormai molto tecnologica. Inoltre prima di affrontare l’ultimo libro della serie voglio un rinfrescarmi la memoria con i primi due libri che ho letto da un bel po’.

 

 

Il titolo deriva dalle tre formule trovate accanto ai corpi straziati di tre persone uccise dopo essere state torturate, tre professori di materie scientifiche. Tre omicidi avvenuti in piena estate, due di questi avvenuti a Roma ed uno in Corsica, che ci immergono in situazioni dove si mischiano strumenti di tortura, simboli religiosi, il conflitto tra scienza e religione, il tutto condito con una immersione nel mondo del dark web e con il terribile fenomeno dello “snuff movie”, cioè l’uccisione di un essere umano ripresa da telecamere e destinata a un pubblico disposto a pagare per soddisfare i propri impulsi di vizio e perversione.

 

 

 

Ed in questa realtà agghiacciante e così poco conosciuta si trovano ad operare i nostri personaggi, con le loro caratteristiche e le loro problematiche del tutto particolari: a cominciare dal commissario Biagio Maria Ansaldi, un omone più grosso che alto, solitario ed introverso, con la mania dell’ordine e che combatte le proprie fobie imbottendosi di farmaci per placare la sua ansia. Il suo vice, l’enigmatica Eugénie Loy, mezza italiana e mezza francese, che sembra incapace di provare sentimenti, con una freddezza ed una tristezza che nasconde una estrema fragilità, è una donna che si butta a capofitto nel lavoro, senza tregua né riposo. E poi ci sono Di Chiara e Leoncini, legati da una bella amicizia anche se così diversi per carattere e per interessi. Ed infine Caldara, il più paziente ed il più tranquillo, che si divide tra il lavoro ed una famiglia molto amata ma un po’ trascurata.

Un bel romanzo dì esordio, ironico e scorrevole, per questo scrittore che negli ultimi tempi sta raccogliendo un discreto successo.

 

Recensione di Ale Fortebraccio

FORMULE MORTALI Francois Morlupi

 

 

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