FIORI RECISI. Storia di un’aspirante suicida, di Scilla Salvi (Scatole Parlanti – febbraio 2023)
Recensione 1
Stella Bono è una giovane donna sola: è stata affidata agli zii quando era bambina e su quel passato aleggiano diverse ombre ha una relazione con un uomo sposato, beve al punto da dimenticarsi spesso cosa ha fatto il giorno prima e ha tanti “amici” immaginari per cui è in cura da una psichiatra; l’unica persona che sembra farle del bene in modo disinteressato è la fioraia Alda che lavora vicino a casa sua. La sua vita subisce una scossa quando riemergono alcuni ricordi terribili della sua infanzia, cose che potrebbero mettere in serio pericolo delle figure potenti, e soprattutto quando vede il corpo di una ragazza che si e suicidata… e questa ragazza ha qualcosa a che fare con lei…
Scilla Salvi ci presenta un romanzo che è un vero e proprio pugno nello stomaco: il racconto in prima persona porta il lettore a immedesimarsi maggiormente con la protagonista e a vivere con lei drammi, sbandate e incubi, in una graduale discesa negli inferi della coscienza che la porterà a farsi del male ma anche a maturare nuove consapevolezze e a compiere scelte importanti che avranno delle conseguenza importanti. Non una lettura facile o immediata, ma certamente va dato merito all’autrice di aver rappresentato con grande efficacia la dimensione a 360° di una donna sull’orlo del precipizio che cerca di trovare un senso al suo dolore.
Recensione di Enrico Spinelli
Recensione 2
Fiori recisi è prima di tutto un romanzo di formazione, una storia di sofferenze e assenze familiari, di amori anch’essi recisi e di solitudini profonde, di violenze, di traumi che trovano nel consumo di alcol e droga una risposta al desiderio di fuga. I gradini scivolosi di un pontile, l’acqua scura del lago, il lasciarvisi cadere per incontrare volti familiari e sorridenti, sono le immagini di un incubo dai potenti contenuti simbolici. Anche le brevi comparse di Geremy con le sue espressioni irridenti e sarcastiche o quelle di Ruth di sottesa e solidale amicizia, rimandano a visioni e voci di “persone che non esistono, che si materializzano e si dissolvono”, e condurranno il lettore a calarsi ancor più nel mondo inquieto della giovane protagonista al quale l’Autrice si accosta con particolare perizia e rara competenza.
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Man mano che la lettura procede in questo lavoro di esordio di Scilla Salvi, giovane scrittrice bergamasca, si coglie una sorprendente familiarità con l’argomento trattato che non si limita all’aspetto narrativo ma ai temi sottesi all’intera vicenda, sapendo scavare con particolare maestria nel vissuto dei personaggi e fornendo spunti di analisi psicologica molto pertinenti e suggestivi. La scrittura e un linguaggio fluido e attualissimo permettono di avvicinarci al mondo ideato dall’Autrice, coglierne i minuscoli dettagli che costruiscono il rosario dell’esistenza, tasselli di un disegno più grande che, come fiori del male, esprimono, nonostante tutto, il continuo desiderio di rinascita e di felicità anche di ognuno di noi.
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