ASCOLTAMI Tess Gerritsen

Mi limitavo ad amare te, di Rosella Postorino

ASCOLTAMI, di Tess Gerritsen (Longanesi – luglio 2022)

 

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Questo era l’ultimo libro che mi era rimasto nel “sacco delle letture”, e me l’ero tenuto alla fine perché dopo l’ultima esperienza con Tess Gerritsen (c’è una recensione in merito sul gruppo) era un po’ timoroso.

Diciamo subito che nonostante sia un “classico” thriller con protagoniste Jane Rizzoli e Maura Isles, la vena creativa non è più quella di un tempo.

Questo è il 13imo, e per ora ultimo episodio della saga dedicata alle due donne, la prima detective della polizia di Boston, e la seconda l’anatomopatologa che la affianca nelle indagini.

Il libro è una lettura molto veloce: 300 paginette, divise in capitoli dedicati di volta in volta ai vari personaggi, e sono tutti scritti in terza persona al passato remoto, tranne quelli dedicati ad Angela, la madre di Jane, che sono narrati da lei in prima persona. Il “ascoltami” del titolo viene proprio dal fatto che in questo libro lei è molto presente.

C’è un prologo, apparentemente slegato dal contesto, e i fatti in questione vedono l’uccisione brutale (a martellate) di una infermiera molto amata nell’ospedale, e come le due vicende sono interconnesse lo si vedrà nel corso della lettura.

Il problema principale, a mio avviso, è che alcuni personaggi si comportano in modo assolutamente diverso da come farebbero nella realtà, e la Gerritsen glielo fa fare esclusivamente “per contratto”, ossia per tenere alto un mistero che altrimenti durerebbe quanto un gatto in tangenziale. Tutto l’alone di pathos di cui è ammantata la storia è in realtà “nebbia artificiale”, perché quando si scopre chi erano determinati personaggi, ci si chiede per quale motivo non si siano comportati come la logica avrebbe suggerito. Il motivo è: perché altrimenti il libro sarebbe durato 100 pagine. Forse. Persino io, che notoriamente non sono un infallibile detective, ho capito il grosso della questione a metà libro.

L’altro appunto che muovo al libro è che l’Angela Rizzoli intorno alla quale gravitano parecchie vicende, è una madre davvero impicciona e rompic….i che mi ha ricordato molto la caricatura che ne fa Dicker nei suoi libri, durante gli episodi fra Marcus Goldman e sua madre. Il fatto è che mentre nei libri di Dicker serve da “angolo comico” per stemperare la tensione, qui non se ne capisce bene lo scopo. Cercare di far capire al lettore perché certe donne si comportano così? Innervosire chi legge con dei comportamenti assurdi per distrarlo dalla soluzione del caso? Non lo so, e onestamente non mi interessa nemmeno così tanto saperlo.

Nonostante quanto sopra, però, è un romanzo che, ben lungi dai fasti della Tess Gerritsen di un tempo, si fa comunque leggere senza grossi problemi. La scrittura è scorrevole, non ci si perde in inutili descrizioni, le introspezioni psicologiche sono state probabilmente sviscerate tutte negli episodi precedenti (non li ho letti tutti, e quelli che ho letto l’ho fatto davvero troppo tempo fa), e tutto collabora per una navigazione serena e senza scossoni verso la fine del libro.

Potrei dire che, molto diversamente da quanto avveniva nei primi episodi, adesso l’autrice si è molto “addomesticata” e scrive thriller “a bassa intensità” che, se non si hanno grandi aspettative, sono comunque piacevoli da leggere.

Recensione di Mitia Bertani

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