TRENTACINQUE SECONDI ANCORA, di Lorenzo Iervolino (66thand2nd)

Il romanzo narra uno dei momenti più emblematici della storia olimpica: la protesta di Tommie Smith e John Carlos durante le Olimpiadi di Città del Messico nel 1968. Dopo aver conquistato rispettivamente l’oro e il bronzo nei 200 metri, i due atleti alzarono il pugno chiuso sul podio, un atto simbolico che rappresentava la lotta contro il razzismo e le ingiustizie sociali.
L’opera va oltre il gesto iconico, esplorando la psicologia e le motivazioni che hanno spinto Smith e Carlos a compiere una scelta che avrebbe avuto enormi ripercussioni sulla loro carriera e vita privata. Iervolino si sofferma sul conflitto interiore dei due atleti: da un lato il desiderio di gloria e successo, dall’altro il senso di responsabilità sociale che li spinge a sacrificare tutto per una causa più grande.
L’autore non si limita a raccontare la cronaca di quel celebre momento, ma si immerge nei dettagli umani ed emotivi che hanno accompagnato la preparazione di quel gesto. I due protagonisti non sono solo simboli di una protesta, ma uomini che devono fare i conti con le proprie paure, ambizioni e speranze. La gloria olimpica, per loro, è messa in discussione dalla consapevolezza che ogni vittoria potrebbe essere insignificante rispetto alla lotta per l’uguaglianza.
Lo stile è incisivo e coinvolgente. La scrittura riesce a rendere la tensione crescente che ha preceduto il gesto, così come il senso di solitudine e sacrificio che ha seguito la protesta. Le descrizioni della competizione sportiva e delle reazioni pubbliche sono vivide e precise, ma sono le riflessioni interiori dei protagonisti a rendere il romanzo particolarmente potente.
Iervolino bilancia il racconto storico con una forte componente emotiva, facendo emergere la dimensione umana dei protagonisti, che sono costretti a fare un sacrificio non solo sul piano personale, ma anche pubblico. Esplora la lotta tra la carriera sportiva e il dovere morale, un conflitto che molti atleti oggi continuano a vivere quando si trovano di fronte a scelte che riguardano il loro impegno sociale e politico.
Trentacinque secondi ancora è un tributo alla forza morale e al sacrificio di Smith e Carlos, due atleti che, con un semplice ma potente gesto, sono riusciti a scuotere il mondo delle Olimpiadi e a lanciare un messaggio universale contro l’oppressione razziale. Iervolino costruisce una narrazione che non solo racconta un fatto storico, ma invita a riflettere su cosa significa fare la cosa giusta a costo di enormi sacrifici. Un romanzo che, al di là dello sport, esplora temi universali come la giustizia, l’uguaglianza e la lotta per la libertà
Recensione di Karin Zaghi


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