NOTTE AMERICANA, di Marisha Pessl (Bompiani)

Nella giungla di romanzi noir, gialli, thriller e simili, di cui oggi il mercato editoriale esonda, è oramai difficile trovarne qualcuno che “faccia la differenza” ed è pure questo il motivo per cui ho parzialmente abbandonato questo genere di lettura.
Mi sono imbattuta per caso in “Notte Americana” ,di una autrice di cui non conoscevo l’esistenza e devo riconoscere che questo romanzo noir è veramente particolare e degno di nota :quasi ottocento pagine che ti “inchiodano” fino alla fine.
Il protagonista è un giornalista investigativo di New York, che si era trovato ad indagare sulla presunta doppia vita di un famoso regista di film horror, che oramai grazie alla sua sparizione dalle scene, è diventato ,insieme ai suoi films, un personaggio di culto, avvolto da un alone di mistero.
Il giornalista ,imboccato da una segnalazione anonima, ha sempre creduto, che questo regista, Stanislas Cordova, non pratichi l’orrore solo nelle pellicole, ma pure nella vita reale.
La pubblicazione di un articolo sul presunto coinvolgimento di Cordova in atti contro bambini, costerà al giornalista una querela per diffamazione, il pagamento di una cospicua penale, la perdita del lavoro e una crisi coniugale che sfocerà in un divorzio.
Accantonata l’indagine, Scott McGrath cerca di rimettere insieme i cocci della propria vita, fino a quando la cronaca riporta il ritrovamento di un cadavere, precipitato dall’alto di un palazzo abbandonato di New York: trattasi di Ashley Cordova, giovane e bella figlia del regista, troppo frettolosamente archiviato come “suicidio”.
Mc Grath, vuoi per la voglia di riscatto, vuoi perché ossessionato dal personaggio Cordova, reintraprende una indagine personale, che lo condurrà nei meandri del mistero e della magia nera.
Il romanzo tocca sì le vette dell’occulto, ma ti mette davanti ad un bivio: cedere all’irrazionale o rimanere saldamente attaccati alla realtà. (pure nel finale) Una particolarità di questo romanzo è che presenta al suo interno le “prove dell’indagine” ovvero ritagli di giornale, pagine web, lettere, biglietti che rendono partecipe il lettore, come fosse un film.
Devo ammettere che ci sono pure personaggi e situazioni un pochino stereotipate, ma assolutamente trascurabili, in proporzione alla potenza del romanzo, che sembra presagire le indagini future e gli scandali che avrebbero coinvolto anche l’ambiente cinematografico di Hollywood (e non solo)
Recensione di Lorella Francini


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