Libro/Film CHESIL BEACH Ian McEwan – Dominic Cook

Chesil Beach Il segreto di un anotte

Libro/Film CHESIL BEACH Ian McEwan – Dominic Cook

 

Libro – CHESIL BEACH, di Ian McEwan

Due giovani, Florence e Edward, sono giunti a Chesil Beach, luogo scelto per consumare per la prima volta il recente matrimonio.

Entrambi privi di esperienza sia a livello fisico che sentimentale, poiché ancora fortemente condizionati dalle imposizioni culturali dell’Inghilterra dei primi anni 60, dove ancora si incontrano gli ultimi vittoriani, i due sono costretti a confrontarsi con la propria ignoranza ma anche con la timidezza, la paura e le aspettative dell’altro, che si trasformano presto in senso d’orrore, di vergogna, senso di colpa, trasformando in breve la notte che dovrebbe sancire ufficialmente la loro emancipazione e il loro nuovo ruolo nella società in una notte da incubo, dalla quale fuggire e che segna la fine del loro rapporto.
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Questo romanzo, triste fino a essere desolante e lucido nell’esposizione senza sbavature sentimentali, si presta a due livelli di lettura; nel primo, l’autore mette al centro della sua riflessione l’amore visto come comunione spirituale e autenticità di sentimenti, elementi che i due protagonisti sembrano aver dimenticato, avendo focalizzato tutta la loro attenzione sull’atto fisico, visto da entrambi come banco di prova del loro futuro coniugale e dunque mitizzato, temuto, odiato e che finisce per dividere, invece che unire.

L’altro punto di vista dal quale esaminare il romanzo è quello sociale: attraverso le vicende dei due ragazzi, narrate attraverso una serie di flashback, l’autore mette in evidenza come il dramma sia scaturito da educazioni sbagliate, figlie delle problematiche politiche e sociali dell’Inghilterra degli anni 60, dove il retaggio vittoriano, rappresentato dagli anziani frequentatori della sala da concerto guardati con venerazione da Florence, già si scontra con le prime avvisaglie della ribellione giovanile e dove è evidente il divario tra il perbenismo e le aperture mentali che di lì a poco cambieranno il volto del paese.

 

Romanzo dalla prosa limpida e cristallina, resa in una traduzione impeccabile, Chesil Beach ha descrizioni nitide e nette come una foto in bianco e nero, va diritto al cuore del lettore e lascia un segno profondo e amaro. Imperdibile.

Recensione di Valentina Leoni

Film – CHESIL BEACH, IL SEGRETO DI UNA NOTTE, di Dominic Cook

titolo originale: ON CHESIL BEACH (Gb, 2017)
regia: DOMINIC COOKE
sceneggiatura: IAN McEWAN
cast: SAOIRSE RONAN, BILLY HOWLE, EMILY WATSON, SAMUEL WEST, ANNE-MARIE DUFF
durata: 105 minuti
giudizio: ★★★☆☆

L’amore non sempre vince su tutto, e chi afferma il contrario o è un inguaribile romantico oppure un illuso felice. Così come, allo stesso modo, sappiamo che può bastare anche un solo gesto, un attimo, un’azione anche non ponderata e istintiva per stravolgere un rapporto sentimentale. E quante relazioni si chiudono per una frase non detta al momento giusto, per la nostra passività di fronte al quieto vivere, per il tenersi dentro parole e sensazioni illudendoci di non far male all’altro/a, senza pensare che questo potrebbe cambiare irrimediabilmente il corso delle cose…

Nell’Inghilterra del 1962 Florence (Saoirse Ronan) e Edward (Billy Howle) sono due sposi novelli in luna di miele a Chesil Beach, nel sud del paese. Florence è ricca di famiglia, suona il violino in un quartetto classico, ha una buona istruzione ma è sentimentalmente repressa, infelice. Edward, al contrario, viene dalla provincia, è di umili origini ma è un gran lavoratore, ha una madre decerebrata a causa di un incidente, è trasandato ma esuberante, dal cuore d’oro. E soprattutto ama Flo, nonostante la diffidenza dei suoceri.

 

La sceneggiatura di Ian McEwan, tratta dal suo romanzo omonimo, comincia da quella che sarà, al contempo, l’inizio e la fine di tutto, ovvero la prima notte di nozze dei due protagonisti. Edward Flo la trascorrono in un albergo lussuoso ma inospitale, affacciato su una spiaggia deserta e grigia, dopo una cena imbarazzante per la loro assoluta disabitudine alle “buone maniere”. I due ragazzi sono entrambi vergini e ignoranti, non sanno niente del sesso, ingabbiati dalle regole rigide di una società puritana e proibizionista che li condiziona pesantemente, irreparabilmente.

Così, la temuta prima notte diventa un incubo: Edward è ingenuo e maldestro, focoso ma impacciato. Florence è paralizzata dalla paura, s’irrigidisce, si ritrae, scappa a gambe levate sulla spiaggia piantando in asso il marito esterrefatto. Il resto è puro delirio: Edward è sconvolto, offeso nel suo orgoglio maschile, Florence dal canto suo ha il terrore di essere anche solo sfiorata da lui, arrivando, per disperazione, ad esternargli una proposta clamorosmante oscena… scoppia quindi la crisi, viene fuori tutta la rabbia fino allora sempre trattenuta: vari flashback ci mostrano gli enormi condizionamenti subiti dai due sposini, soprattutto dalla potente famiglia di Flo, custode anche di un oscuro segreto nei suoi confronti…

 

La sceneggiatura di McEwan e la regìa edulcorata dell’esordiente Dominic Cooke , pur senza troppi guizzi (soprattutto nel finale, dove si scivola un po’ nell’ovvio) rendono bene l’idea del contesto sociale dell’epoca e del trasporto amoroso, disturbato e malsano, dei due ragazzi, che non riescono a vivere in nessun modo la loro intimità sessuale. E se da una parte ci stupiamo per la delicatezza (ma anche l’indignazione) con cui gli autori trattano l’argomento sesso, soprattutto paragonato al giorno d’oggi in cui ci viene sbattuto in faccia quasi in ogni momento, dall’altra si soffre e ci resta difficile immedesimarci in una situazione così lontana dal nostro presente ma, paradossalmente, anche così emblematica sulla difficoltà di scegliere ed emanciparsi.

E’ un buon film, Chesil Beach. Doloroso e toccante, pieno di spunti di riflessione su quanto le nostre vite siano condizionate dalla cultura che ci circonda, nel bene e nel male. E anche su quanto sia vero, aldilà della facile retorica, che non è affatto un merito (ma “solo” un bel colpo di fortuna) nascere nell’epoca o nella parte “giusta” del mondo… SE Edward Florence fossero nati solo pochi anni dopo, appena in tempo per vivere la rivoluzione sessuale che stava arrivando (la minigonna, i Beatles, il femminismo…) forse il loro futuro sarebbe stato diverso. E, ancora, SE Edward non avesse ceduto all’ira, all’orgoglio, SE avesse inseguito Florence sulla spiaggia in quella notte del ’62… SE, infine, avesse avuto la forza per ribellarsi alla storia…

ma la storia, purtroppo, non si scrive con i SE.

 

Recensione di S O L A R I S : il Blog per gli amanti del cinema

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