LA CONGIURA DEI SOMARI Roberto Burioni

LA CONGIURA DEI SOMARI, di Roberto Burioni

Roberto Burioni ha pubblicato “La congiura dei somari. Perché la scienza non può essere democratica”.
Titolo forte e provocatorio, affermazione senza possibilità di appello. Ma poi spiega che “la velocità della luce non si decide per alzata di mano”, la titolarità delle affermazioni scientifiche può essere solo di coloro che hanno sudato sui libri per decenni ed hanno tratto risultati poi sperimentati, riprodotti e verificati anche statisticamente su campioni significativi. Ciò non significa che la scienza distribuisca dogmi; ciò che non è confutabile non ha nulla in comune con la scienza. Potrebbe sembrare una contraddizione ma non lo è proprio perché essa scienza è in continuo divenire: ciò che oggi appare vero potrebbe essere smentito domani con mezzi di ricerca più raffinati.
La congiura dei somari Roberto Burioni Recensione UnLibroL’autore descrive con ironia le varie bufale e con circostanziati ‘j’accuse’ i guasti, spesso enormi, che esse provocano. Narra, fra l’altro, dell’interesse economico di un avvocato e di un medico, poi radiato, che ha diffuso la paura dei vaccini, provocando gravi danni, fino alla inutile morte di innocenti.
Ma chi è corresponsabile della diffusione di queste ‘false verità’? Io non posso esimermi dal fare una considerazione: le istituzioni, che rispetto e valuto indispensabili alla vita democratica, devono essere costituite da persone autorevoli e credibili che meritino il rispetto della gente comune. In presenza di queste condizioni il fenomeno della diffusione di ‘false verità’ potrebbe essere arginato; diversamente la gente, disorientata non saprebbe a chi dare fiducia.
Un riferimento altrettanto provocatorio viene fatto nei confronti di coloro che, affetti dalla ‘sindrome del tuttologo’, si ‘laureano’ su internet; moderni ‘untori’ che sparano stupidaggini senza alcun fondamento a danno di tanti semplici che finiscono col cadere nelle trappole della falsa notizia.
Insomma un volume denso di informazioni e riferimenti bibliografici che mette in guardia da questi personaggi, precisando che il “somaro ragliante” è “un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a capire le cose senza averle studiate” e “si nutre avidamente delle stupidaggini che trova su internet”.
Un volume da leggere, ma soprattutto da regalare a chi professa la sua ‘tuttologia’ spiegando, magari, ciò che c’è scritto perché non è detto che non abbia già deciso di capire solo ciò che vuole capire.
Ovviamente non mancano “le scuse profonde e sentite ai somari, animali utili e mansueti, per averli accostati ingiustamente a esseri umani arroganti e dannosi”. Buona lettura.

Recensione di Sergio Mascagna

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