Questo libro parla soprattutto di solitudini.
La solitudine di Arthur, obeso professore in pensione, colto e gentile, che non esce più di casa, prigioniero volontario del suo peso e delle sue paure.
La solitudine di Charlene, scomparsa dalla vita di Arthur ormai da anni, tranne che per le tante lettere che i due si sono scambiati, legame tenue eppure non inconsistente, come si vedrà.
La solitudine di Kel, figlio di Charlene, a disagio nella vita che la madre vuole per lui ma anche in quella che crede di volere lui.
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La solitudine di Yolanda, che entra nella vita di Arthur mandata da un’agenzia di pulizie e che diventa il deus ex machina (insieme alla ragazza di Kel) della storia.
L’ho letto con grande piacere e mi sono arrabbiata moltissimo alla fine con l’autrice, perché davvero, così non si fa!!![]()



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