IL MORO DELLA CIMA Paolo Malaguti

IL MORO DELLA CIMA, di Paolo Malaguti (Einaudi)

Una storia vera romanzata

Dicono che per vivere felici bisogna trovare il proprio posto nel mondo: molti di noi passano la vita a cercarlo, per altri è questione di un attimo. Agostino Faccin, che tutti chiamano “il Moro”, scopre la felicità da ragazzo, tra le montagne di casa sua, nel momento esatto in cui capisce che più sale, più il mondo gli assomiglia. Quando gli offrono di diventare guardiano del nuovo rifugio sul Monte Grappa, non ci pensa due volte. Ma la Storia non ha intenzione di lasciarlo solo, la Grande Guerra è alle porte, e quella cima isolata dal mondo diventerà la linea del fronte.

Paolo Malaguti con una scrittura precisa ed elegante che mai diventa retorica, ci descrive la dura vita di campagna, ai piedi dei monti e gli orrori e la paura dei nostri soldati in trincea lassù in montagna. Il dolore che il Moro prova a “vedere” la sua montagna devastata, dai tunnel e trincee costruite in vetta, devastandola per sempre, oltre alla strada che costruirono per portare i cannoni e le truppe in cima.

E dopo la vittoria il senso di vuoto che era rimasto in quei ragazzi, alcuni storpi, nelle mani o nelle gambe, per sempre e quindi inabili a svolgere alcuna attività lavorativa, abbandonati naturalmente dallo stato. Altri , impazziti, sono rimasti in montagna, cercando di sopravvivere rubando materiale bellico sfasciato e cercando di vendere alcuni pezzi.

Sono sempre più convinto dell’ utilità di studiare la storia, ma è la buona letteratura che ti fornisce l humus culturale del periodo e la quotidianità della gente umile.

Recensione di Massimo Garaventa

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

Commenta per primo

Commenti

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.