CONCERTO FUTURISSIMO. Invito all’ascolto della musica di Gian Piero Reverberi, di Gabriele Marangoni (Arcana – settembre 2026)

Gabriele Marangoni non è solo un valente musicista e grande conoscitore della dimensione Musica ma soprattutto un fine scrittore della materia. Scorrendo il suo curriculum letterario troviamo un ottimo lavoro dedicato ai tastieristi che hanno dato il loro contributo fondamentale alla storia del rock, un saggio/disamina sul legame tra pop e musica classica e ancora un affascinante viaggio nell’universo degli album natalizi.
A differenza delle opere precedenti in cui il nostro affrontava mondi diversi attorno a una tematica, in questa nuova opera l’autore si concentra su un grande protagonista della Storia della musica, un uomo che come musicista, compositore e arrangiatore ha scritto pagine indelebili di vera cultura. Sua è la mano, più o meno marcata, che ha arricchito composizioni come “Emozioni” (Lucio Battisti) o “Il chitarrista” (Ivan Graziani) e Gabriele racconta il rapporto di Reverberi con le opere piu disparate, indugiando molto sulla sua esperienza con giganti come Fabrizio De Andrè o i New Trolls, senza dimenticare una corposa sezione dedicata alla sua creazione più estrosa, i Rondò Veneziano.
Molto commovente il breve specchietto biografico introduttivo che ci racconta il modo quasi magico con cui il nostro ha sviluppato l’amore per il pianoforte e ricca di dettagli la bella intervista conclusiva a lui dedicata. E il bello di questo lavoro è che l’autore non l’affronta in modo cattedratico ma anzi si comporta come un compagno di viaggio che insieme al lettore compie un viaggio alla scoperta dei tesori legati a una figura che insieme a Ennio Morricone e Luis Bacalov ha regalato- e continua a regalare- magia sotto forma di musica bella. Allora concedetevi un biglietto per questo viaggio, divertitevi a scoprire quante delle composizioni a voi piu care hanno beneficiato della sua mano, e infine non privatevi della possibilità di tributare il giusto onore tanto a un nome maiuscolo della Storia musicale quanto a chi ne ha saputo realizzare un ritratto cosi ben strutturato, esaustivo, completo e appassionante.
Recensione di Enrico Spinelli


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