Cinque titoli per il commissario MAIGRET

Cinque titoli per il commissario MAIGRET

MAIGRET A VICHY, di Georges Simenon (Adelphi)

 

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Breve romanzo in cui Maigret, in vacanza forzata per riposarsi dai ritmi febbrili del Quai des Orfèvres, si ritrova ad assistere alle indagini che un suo ex ispettore sta portando avanti nella cittadina termale di Vichy. Con la signora Maigret a fare da osservatrice curiosa, il commissario, sempre curioso e attento ai dettagli che costituiscono la personalità della vittima e di quelli che l’avevano circondata, non esiterà a mettere sulla buona strada il simpatico Lecoeur, portandolo ad una conclusione amarissima di un caso molto particolare. Ben scritto, contraddistinto dal consueto stile asciutto di Simenon, il romanzo scorre veloce e Maigret ne esce come sempre vincitore, ma mai banale.

 

 

 

 

MAIGRET E IL PAZZO DI BELGERAC, di georges Simenon

 

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Seconda rilettura di questo breve ma intelligente romanzo giallo, con il commissario Maigret come protagonista. Stavolta Maigret viene ferito da un colpo di pistola e si trova nel piccolo centro di Bergerac, costretto a letto ma tutt’altro che incapace di dipanare la matassa che ha portato uno strano individuo ad attentare alla sua vita. Contenuto nel volume del 1980, “Maigret e la moglie”, edito da Mondadori, è stato sicuramente tradotto molto meglio rispetto a quanto fatto con l’edizione a cura del Club degli Editori, in cui la storia – seppur sempre affascinante – risultava però scritta in modo poco fluido

 

 

MAIGRET E LA GIOVANE MORTA, di Georges Simenon

 

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Altro romanzo dove il protagonista, il leggendario commissario Maigret, si ritrova per le mani un’indagine iniziata dall’ispettore Lognon, da tutti soprannominato “L’ispettore sfortunato”: Lognon fa davvero di tutto per riuscire ad accaparrarsi un po’ di quel successo che sembra arridere sempre agli investigatori del Quai des Orfèvres, e mai a lui, umile poliziotto del II distretto. Nonostante la sua buona volontà e la sua testardaggine, nonostante per tutta l’indagine sulla morte di una giovane donna senza documenti trovata uccisa nel mezzo di una piazza nel quartiere di Montmartre sia sempre un passo avanti rispetto agli altri colleghi che seguono la vicenda, Lognon non riesce però a capire fino in fondo chi era veramente la ragazza, cosa aveva pensato, come aveva vissuto. Maigret, invece, com’è tipico per il suo stile di indagine, non sbaglia un colpo e intuisce la via da seguire fino ad incastrare il vero colpevole dell’omicidio. Ben scritto come al solito, trovo che questo sia uno dei romanzi più tipici delle indagini del commissario Maigret, in cui emerge la sua capacità di saper vedere a fondo comprendendo ciò che circonda la realtà delle persone su cui sta indagando. Coinvolgente.

 

 

 

L’AMICA DELLA SIGNORA MAIGRET, di Georges Simenon

 

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Da una parte, la signora Maigret si trova alle prese con uno strano contrattempo: mentre attende il suo turno dal dentista, come ormai d’abitudine si reca nel parco di fronte allo studio del dottore per fare quattro chiacchiere con una gentile giovane signora accompagnata dal suo bambino. Quel giorno però, inspiegabilmente, la giovane si allontana improvvisamente e lascia il bambino in custodia alla signora Maigret per diverse ore, prima di ripresentarsi fugacemente e riprendere il bambino in tutta fretta, senza nessuna spiegazione. Dall’altra parte, Maigret è da qualche giorno alle prese con uno strano caso: alla Polizia Giudiziaria è arrivato un messaggio che annunciava che un cadavere era stato bruciato nella stufa di un rilegatore belga vicino a Place des Vosges… Sembrano due circostanze ben distinte, ma presto il commissario Maigret si troverà tra le mani una vicenda molto intricata, in cui – ancora una volta – l’intervento della risoluta signora Maigret si rivelerà fondamentale per la soluzione del caso. Ben scritto, il romanzo si rivela come al solito piacevolissimo da leggere. I personaggi, Maigret e sua moglie in primis, sono davvero meravigliosi e resi in modo molto realistico. I dialoghi, fittissimi, danno velocità alla narrazione, che non stanca mai.

 

L’INNAMORATO DELLA SIGNORA MAIGRET, di Georges Simenon

 

 

 

Ho letto in un soffio questo meraviglioso racconto lungo, dove Maigret passa incredibilmente la palla a sua moglie quando si trova alle prese con un’indagine su un omicidio commesso proprio di fronte alle loro finestre in Place des Vosges. Già da qualche giorno, la signora Maigret si era accorta di un signore distinto che non si muoveva dalla panchina di fronte alla loro abitazione, ne aveva seguito puntualmente i movimenti e ne aveva scherzosamente parlato con il marito, che lo aveva soprannominato “il tuo innamorato”. Una sera, lo stesso Maigret se l’era trovato di fronte quando si era affacciato a prendere un po’ d’aria dopo cena, ma l’uomo stava stranamente troppo immobile. In effetti era morto già da un paio d’ore, ucciso da un colpo d’arma da fuoco… e da lì parte una serratissima indagine in cui il commissario incaricherà proprio la sua signora di indagare tra i vicini e gli abitanti del quartiere, e sarà – con grande sorpresa di Maigret – proprio Henriette (sì, lui la chiama proprio così!) ad arrivare ad un risultato importante anche prima di lui, che se la troverà davanti proprio ad un passo dalla soluzione finale a cui arriveranno proprio grazie agli sforzi congiunti di entrambi. Poche pagine, ma sempre geniali, Simenon si conferma il re dell’essenzialità narrativa nel giallo.

 

Di Eleonora Saia

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