I GUERRIERI D’INVERNO Olivier Norek

I GUERRIERI D’INVERNO, di Olivier Norek (Rizzoli – febbraio 2026)

Ho conosciuto ed apprezzato questo scrittore leggendo il suo Tra due mondi, una storia sconvolgente ambientata nella giungla di Calais, il campo profughi dove si ritrovavano tutti i migranti che volevano tentare di andare in Gran Bretagna; e poi ho continuato con la lettura dei suoi gialli, -anzi dei suoi polar, neologismo francese nato dalla fusione tra poliziesco e noir- cominciando da Superficie per poi continuare con i libri che hanno come protagonista Victor Costa, diventato Il pesatore di anime dopo aver lavorato a lungo come poliziotto nella banlieu parigina.

E all’improvviso me lo ritrovo qui, in questo romanzo storico, a parlarci del conflitto tra Russia e Finlandia scatenato, alla vigilia della seconda guerra mondiale quando già sull’Europa aleggiava la trista figura di Hitler, da Stalin che decise di invadere questa piccola nazione neutrale- nazione molto giovane nata come stato indipendente da poco più di un ventennio- servendosi di un espediente in cui la Russia fingeva di essere stata attaccata dalla Finlandia: una guerra dura anche se breve, che passerà alla storia come la Guerra d’Inverno. Con una narrazione in terza persona, lo scrittore ci porta sui diversi fronti di guerra ma anche nelle retrovie e nelle sedi diplomatiche, fornendoci una visione pressoché completa, basata su dati storici reali, di quanto avvenuto in quel terribile inverno.

E così seguiremo la storia di Simo, un giovane contadino finlandese, che viene trasformato dalla guerra da piccolo bravo cacciatore di volpi e da campione di tiro a segno nel più celebre cecchino considerato da tutti pressoché infallibile e divenuto famoso tra amici e nemici con il nome di Morte bianca; assieme a lui troveremo i suoi amici di prima della guerra, Onni e Toivo, ma anche il loro comandante, Aarne Terrore Jutilainen, un uomo che appare quasi un pazzo furioso, che li trascinerà in imprese temerarie. E sapremo cosa successe ai vertici del comando finlandese, dove lavorò alacremente per la difesa del piccolo paese Carl Gustaf Mannerheim, che cercò aiuto nei paesi europei senza trovarlo- anche la Francia che inizialmente sembrava voler andare in loro aiuto poi si tirerà indietro-.

Norek ci porterà anche sul versante russo della guerra, dove la follia di Stalin porterà al massacro migliaia di soldati mandati a combattere senza una preparazione adeguata. Come afferma l’autore nell’appendice – che contiene le foto di alcuni dei protagonisti di questa guerra ed una dedica ad un piccolo neonato “che la vita non ti costringa mai a imbracciare le armi- “ questo è un romanzo. Nessun fatto di guerra è stato inventato….. Nessun atto di coraggio è stato esagerato. Anche se questi eventi risalgono ormai a quasi un secolo fa, ci rimandano direttamente alla Storia attuale e ci ammoniscono.

La guerra arriva spesso di sorpresa e ci vuole sempre un primo morto sul nostro suolo per crederci sul serio.” Purtroppo sembra che ancora non abbiamo imparato la lezione che ci viene anche da libri come questo, che ci dovrebbero spingere a guardarci intorno con uno sguardo più consapevole

Recensione di Ale Fortebraccio

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