Vince il Premio Campiello 2025 Wanda Marasco con DI SPALLE A QUESTO MONDO (Neri Pozza – gennaio 2025)
DI SPALLE A QUESTO MONDO, di Wanda Marasco (Neri Pozza – gennaio 2025)

Recensione 1
Romanzo di Wanda Marasco, inserito tra i dodici finalisti del premio Strega.
Protagonista è il medico napoletano Ferdinando Palasciano, autore, nel 1861, del testo “La neutralità dei feriti di tempo di guerra”, in cui anticipa puntualmente gli argomenti con cui il ginevrino Dunant sosterrà, qualche anno dopo, la nascita della Croce Rossa, ottenendo per questo il primo premio Nobel per la pace.
La narrazione, condotta da una voce esterna, si alterna alle pagine in corsivo di una sorta di diario tenuto dalla moglie del protagonista, Olga de Vavilov, nobildonna russa emigrata a Napoli. Dal punto di vista strutturale, infatti, il racconto ruota attorno alla presenza di Olga, alla sua sensibilità personale, al suo sguardo di donna che assiste impotente all’infelice destino del marito.
La vicenda ha inizio negli ultimi anni dell’esistenza di Palasciano, a partire dal tracollo nervoso che lo coglie in via Toledo la notte d’Ognissanti del 1887, rendendo necessario un temporaneo ricovero nel manicomio di Villa Fleurent.
I momenti cruciali della sua vita sono rievocati tramite ricordi e flashback.
Oltre all’infanzia in una numerosa e non ricca famiglia di Capua, dov’era nato nel 1815, spiccano in particolare alcuni eventi.
Uno risale ai moti insurrezionali di Messina del 1848, quando, nel ruolo di ufficiale medico dell’esercito borbonico, si adopera per assistere anche i feriti nemici. “La mia missione di medico è più sacra del mio dovere di soldato. L’atto di curare non può fare differenza fra gli uomini. In guerra nessun ferito può essere considerato un nemico”. “Ormai aveva scelto. Nello iato fra il medico e il soldato aveva scelto l’innocenza della ferita.” Accusato perciò di tradimento, viene condannato a morte; lo salva la grazia concessagli dal re Ferdinando II, grato perché, tempo prima, il dottor Palasciano, da sempre amante degli animali, aveva curato il suo cavallo prediletto.
Le rievocazioni, che non seguono l’ordine cronologico, si alternano al resoconto della degenza a Villa Fleurent, dove Ferdinando incontra Vincenzo Gemito (protagonista del romanzo “Il genio dell’abbandono” del 2015), le varie visite, le successive dimissioni dalla casa di cura, l’impossibile ritorno alla normalità, gli incontri con gli amici nella casa con giardino sulle pendici di Capodimonte, sormontata da una torre che imita quella del fiorentino Palazzo Vecchio, la torre che oggi porta il nome di Ferdinando Palasciano.
Un aspetto decisivo della narrativa di Wanda Marasco è la forza dello stile e della lingua, risultati e conseguenze delle esperienze dell’autrice nell’ambito del teatro e della poesia, di cui cogliamo le sonorità, e derivanti dalla sua conoscenza del dialetto napoletano, presente nelle pagine in cui incontriamo personaggi popolari e situazioni quotidiane.
Da ultimo le tematiche … fragilità e follia sono temi cari all’autrice, intesi come strumenti di ricerca di abissi e verità umane: la mai raggiunta guarigione di Palasciano equivale ad un consapevole rifiuto del mondo così com’è – un mondo al quale non si può che voltare le spalle. “Al mondo avrebbe dato le spalle, subito, come la più sincera delle opposizioni”.
Consigliato!
Recensione di Valentina Ferrari
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“Di spalle a questo mondo” mi ha dato l’impressione di essere di fronte a uno dei grandi romanzi del Novecento, di quelli che trattavano l’imperfezione umana, l’incapacità dell’uomo di tenere la vita nelle proprie mani. E per alcuni versi credo che Di spalle a questo mondo sia proprio questo: il racconto dei limiti dell’uomo di fronte all’ineluttabilità della vita, la sua incapacità di reagire e affrontare i dolori e le ingiustizie che la vita ci mette di fronte.
Olga e Ferdinando, i protagonisti del libro, condividono gli stessi dolori e le stesse ferite, che trovano la loro origine nel passato. Li condividono ma non li conoscono: ognuno di loro ha preferito tenerli per sé, in una forma di protezione, facendo finta che non esistessero o che potessero essere rinchiusi in un angolo remoto del passato. Ma purtroppo non è così, perché nessuno di noi può far finta che il passato (e i dolori che lo hanno attraversato) non esista e nel momento in cui meno ce lo si aspetta viene a galla prepotentemente chiedendo il conto.
“Di spalle a questo mondo” è un libro che ho trovato molto interessante, soprattutto nella parte centrale che ha catturato totalmente la mia attenzione. Nella parte iniziale e in quella finale la narrazione è un po’ più lenta e prolissa. È un libro che alterna vari piani narrativi: c’è una netta distinzione tra la narrazione che riguarda Olga, tutta in prima persona e quella di Ferdinando in terza persona. La prosa è ricca, corposa, ricercata, in certi punti aulica e con termini spesso desueti, pur con molte parti in lingua napoletana.
Credo che sia un libro che meriti l’impegno per essere letto. Tutti abbiamo bisogno, ogni tanto, di ricordarci la nostra condizione di esseri umani con limiti, con le nostre miserie e le nostre incompletezze.
Recensione di Rosetta Miceli
I CINQUE FINALISTI al Premio Campiello 2025


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