Una stanza per Momoko, di Chisako Wakatake

Un esordio letterario che in Giappone ha già venduto oltre un milione di copie.
La storia di una anziana signora che, rimasta sola, comincia a dialogare con voci che provengono dall’interno della sua testa e dal suo passato.
Un racconto leggero e poetico che parla di rimpianti e felicità perduta ma che lascia il lettore con l’idea che la vita possa essere cambiata in ogni momento.
Ad ogni età ricercare la serenità e magari anche la felicità deve essere lo scopo di ognuno.
Un romanzo di cui apprezzo lo stile, tipicamente giapponese, ma che mi lascia abbastanza “tiepida”.
Sembra infatti appartenere a tutto quel filone di romanzi che sta inondando l’editoria italiana negli ultimi anni.
Libri che possono scaldare il cuore nel momento della lettura ma che poco lasciano una volta chiusi.
“La società tende spesso a enfatizzare l’importanza dell’amicizia e dei legami, insinuando che chi non ne ha sia in qualche modo incompleto; a questo punto Momoko ribatteva con fare spavaldo: -È che ve ne importa? I deboli sono quelli che non sanno stare da soli e per questo si radunano in branco!”
Recensione di Annachiara Falchetti


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