UNA DONNA NORMALE – UNA DONNA IN GUERRA – Roberto Costantini

Roberto Costantini

UNA DONNA NORMALE – UNA DONNA IN GUERRA, di Roberto Costantini

Dopo aver letto la “Trilogia del Male” mi sono decisa a leggere gli ultimi due libri pubblicati da Costantini, e come in passato, non sono rimasta delusa. Vi preavviso che cercherò di evitare spoiler, ma non è detto che ci riesca.

Aba Abate è una donna normale: ha un marito accondiscendente e paziente, il quale lavora come pubblicitario e nel frattempo ha iniziato a scrivere un libro impegnato. Hanno due figli adolescenti, Francesco, un gigante bambinone, e Cristina, ragazza intelligente ma sovrappeso, ed un cane malato. Apparentemente Aba è una madre lavoratrice come tante, con un orario che le permette di gestire agevolmente la famiglia, perché è una madre accentratrice, che controlla tutto fino all’eccesso: la dieta di Cristina, i compiti di Francesco, il libro del marito, la malattia del cane, i mal di testa della colf. Ma in realtà la mattina Aba diventa Ice, non una semplice impiegata al Ministero, bensì una funzionaria dei Servizi Segreti che, sotto l’occhio vigile di Ferrara, suo secondo padre, gestisce gli infiltrati nelle reti terroristiche in Italia. Fino all’inizio del primo libro, Aba è riuscita per vent’anni a gestire la sua doppia vita, compartimentando con abilità emozioni ed avvenimenti. Ma un infiltrato muore dopo averla avvisata che in Italia sta per entrare – con i barconi dalla Libia – un Little Boy, cioè un attentatore suicida, e lentamente ma inesorabilmente la vita di Aba/Ice entra in una spirale discendente che distruggerà tutto quello in cui crede e per cui ha lottato.

Sono vari i temi che l’autore affronta con maestria: il primo è indubbiamente quello del ruolo della donna lavoratrice e madre, che fatica a far convivere le due realtà non solo – o non tanto – senza farle scontrare ma soprattutto senza che l’uno venga messo in secondo piano dall’altro. Ed essere madre è per Aba una guerra continua, perché anche se afferma a se stessa che i suoi figli, la sua famiglia sono la cosa più importante, in realtà è come un generale che dispone e controlla le sue truppe. Fino alla catastrofe.

La necessità di distaccarsi completamente dalla realtà di Aba quando diviene Ice la costringe ad una scissione emotiva e psicologica a cui credeva di essere addestrata fin da piccola dal padre, il famigerato Adelmo Abate, ma, non essendo una sociopatica senza sentimenti, arriva il momento, la scelta che le impedisce di continuare ad illudersi di essere due persone diverse ed Aba ed Ice si contrano ed incontrano per diventare finalmente un’unica persona.

 

 

 

L’altro tema fondamentale è il terrorismo: non sono in grado di sapere se il quadro decisionale che si delinea in questi libri è realistico ma mi ha portato comunque a riflettere. La domanda, quella che Aba/Ice, è costretta a farsi è quella che ognuno di noi dovrebbe affrontare, e purtroppo nel mio caso so che la risposta sarebbe quella sbagliata: “«Preferisce i morti qui o in Italia, Ice?» Aba sentì il respiro accelerare, il sangue correre più velocemente. Stai calma. Noi non siamo come loro. Noi non ammazziamo a sangue freddo gente innocente.” Ma non è così, anche noi uccidiamo/lasciamo uccidere gente innocente per proteggere il nostro sistema di vita, ed Aba lo scopre a sue spese. Sono molte le sfaccettature che vengono toccate sull’argomento nei due libri, ma vi lascio il piacere della scoperta e della riflessione. Costantini si rivela ancora una volta un autore che affronta temi estremamente complessi con bravura e senza peli sulla lingua, regalando ai lettori libri che possono essere letti come semplice intrattenimento (il ritmo è incalzante, la storia ben strutturata, le pagine scorrono come acqua) o dare adito a meditazioni su uno o più dei temi affrontati, che toccheranno con intensità diversa le sensibilità di chi legge a seconda della propria esperienza personale e del momento della sua esistenza che sta vivendo. Efficace è la scelta della narrazione alternata in prima e terza persona: in prima quando parla Aba, in terza quando agisce Ice, per sottolineare ancora di più la dicotomia tra le due parti della donna che sarà costretta ad ammetterne l’unità.

Unica pecca: i due libri non hanno una conclusione netta, anzi, con un abile cliffhanger Costantini ci costringe ad attendere con ansia l’uscita del terzo e -speriamo – ultimo) per concludere le vicende di Aba.

Recensione di Giulia Quinti

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