UN INCANTEVOLE APRILE Elizabeth von Arnim

UN INCANTEVOLE APRILE, di Elizabeth von Arnim

 

In un grigio pomeriggio invernale, londinese degli anni venti del Novecento, l’emotiva e repressa Mrs Wilkins legge con curioso interesse un annuncio sul Times in cui si affitta, per il mese di aprile, un castello sulla riviera ligure. Proprio da quell’immagine così romantica e come direbbero gli inglesi “molto pittoresca” parte una vicenda apparentemente superficiale, banale, ma che invece racconta molto di più.

In questa donna il desiderio di raggiungere quel luogo, che assume le caratteristiche dell’esotico e del misterioso, seppur nel non tanto lontano continente, diventa la sua priorità e in qualche modo lo idealizza e si vede proiettata tra il mare azzurro e i glicini in fiore. Tanta è la voglia in lei di placare la sua sete di cambiamento. I giorni nel suo quartiere sono sempre incolore, l’inverno è ancora lungo e la pioggia dà il tormento. Ascolta ed accoglie un sentimento che è quasi vicino alla gioia; non lo mette da parte come qualcosa di disdicevole. Si sente pronta come non mai a buttarsi anima e corpo in un’avventura vacanziera che, ne è sicurissima, la cambierà per sempre perché è ciò di cui ha bisogno per la sua vita in quel momento. Ma come fare per le ingenti spese dell’affitto del castello? Mentre è lì che rimugina vede, tra le stanze del club, il volto conosciuto di un’altra donna, Mrs Arbuthnot, che abita nel suo quartiere ma di cui non sa altro. In maniera quasi indecente e senza troppi giri di parole le chiede di partire con lei e di dividere le spese. Entrambe vedono l’una nello sguardo dell’altra la passione di un gesto, quel sì pronunciato sommessamente ma che grida forte nel loro cuore.

A loro si uniranno altre due donne: Mrs Fischer, vedova sessantenne e Lady Caroline, giovane ragazza di nobile stirpe la di cui bellezza sfolgorante invece di aiutarla la mette perennemente in imbarazzo con gli uomini.

Questo gruppetto così particolare arrivava in Italia, presso il piccolo borgo di San Salvatore, accolte da una natura rigogliosa, vibrante di vita, lussureggiante e sensuale. In questo luogo riusciranno, forse, a comprendere il senso della propria vita che è quella commistione di accettazione di sé, di credere in sé stessi, di captare un desiderio e renderlo, con tutte le forze, possibile.

La scrittrice Elizabeth von Arnim con penna sicura, introspettiva, a volte sarcastica e sfacciatamente realistica racconta di quattro donne che hanno voluto scrivere un foglio nuovo del libro della loro vita. Hanno provato a regalarsi dei momenti ciascuna per sé, in un certo senso egoistici ma funzionali al loro benessere imminente.

Ma man mano che la vicenda si sviluppa e i giorni si susseguono il loro essere per sé si trasformerà in esserci per gli altri. Paradossalmente il loro voler ritirarsi in un posto isolato, le predisporrà ad una apertura al mondo. Rinasceranno come il glicine in primavera?

Non saranno turiste ma viaggiatrici nella propria anima e si troveranno ad avvertire un sentimento sociale e la trama avrà contorni inattesi e altrettanto rivelatori.

Il romanzo, nonostante i tempi non siano gli stessi, pone interrogativi che possiamo ritrovare nella nostra quotidianità: quanta fiducia abbiamo in noi stessi? Che posto e che valore diamo alla nostra felicità? Siamo pronti a cambiare per il nostro bene?

Nella vicenda raccontata mi è sembrato di vedere anche la stessa autrice e la sua vita avventurosa; ha donato alle quattro protagoniste un pezzetto di sé, da quella aristocratica e glamour di Lady Caroline a quella piccolo borghese di Mrs Wilkins e Mrs Arbuthnot e nello scampolo di fine epoca vittoriana di Mrs Fischer.

Questo romanzo accompagna con delicatezza e armonica bellezza in un viaggio non solo fisico ma anche interiore, perché non solo ci permette di ammirare un paesaggio ma di lasciarlo decantare dentro di noi e avvertire così quella inaspettata felicità di un tramonto suadente, della luna proiettata nel mare blu, del riflesso della luce fra gli anfratti di un muro di cinta e… ah sono tornate le rondini! Che felicità!

Buone letture a tutti!

Recensione di Elisabetta Baldini
UN INCANTEVOLE APRILE Elizabeth von Arnim

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