UN DIVORZIO TARDIVO, di Abraham B. Yehoshua (Einaudi)

Un’opera che esplora la solitudine, la memoria e la possibilità di trasformazione in età avanzata attraverso la storia di Yehudà, un uomo che affronta il divorzio dopo un lungo matrimonio.
Il romanzo si concentra sulla lotta interiore del protagonista, costretto a fare i conti con il passato e con le scelte che hanno segnato la sua vita. Il divorzio non è solo un evento, ma un motore di riflessione esistenziale sulla capacità di reinventarsi quando sembra che il tempo sia ormai esaurito.
Yehoshua costruisce una narrazione profonda e psicologicamente complessa che esplora non solo la fine di una relazione, ma anche il modo in cui il passato, e in particolare la memoria, continua a definire l’individuo. Lo suo stile sobrio e riflessivo conferisce al romanzo un’intensità emotiva che non cede a facili soluzioni, ma invita invece il lettore a interrogarsi sulla propria vita e sulle possibilità di cambiamento, anche nelle fasi più tardive.
Oltre alla dimensione personale, il romanzo si inserisce in una riflessione più ampia sulla società israeliana, suggerendo una tensione tra il passato storico e le sfide del presente, senza mai diventare ideologico.
Un divorzio tardivo è una meditazione sulla ricerca di autenticità e sulla capacità di evolversi, anche quando la vita sembra aver esaurito le sue opportunità
Recensione di Karin Zaghi


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