UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO, di Vincenzo Cerami (Garzanti)

Cosa si può dire di questo piccolo capolavoro divorato in un pomeriggio ,complice un grandissimo ritardo ferroviario?!
Giovanni Vivaldi, un italiano medio, impiegato al ministero conduce la sua normale e ordinaria vita con la preoccupazione del posto fisso per il figlio e poi… la tragedia.
Chi non ha visto il film, altro capolavoro, di Monicelli, chi non ricorda lo spettacolare Alberto Sordi e le sue espressioni che vanno dal servile, al disperato, al sornione, al diabolico?!
l libro è ricco di descrizioni meravigliose riprodotte nel film ma che hanno una loro poeticità ed efficacia del tutto autonome.
Si lavora una vita, si fanno sacrifici, si proietta tutto sull’unico figlio, si sogna una pensione tranquilla in una casetta vicino al lago con la propria moglie e tutto si infrange, tutto crolla. Giovanni Vivaldi vorrebbe che la giustizia fosse veloce ,che un colpo di pistola potesse freddare l’assassino così come lui ha troncato la vita del figlio mentre andava verso il futuro .E’ un libro amaro, vero che racconta la vita di tutti noi, quella che potrebbe essere e diventare.
“Un mostro dietro Fantozzi “commenta Severgnini nella prefazione ma io non sono riuscita a guardare il protagonista con rabbia e giudizio per quello che fa, per la crudeltà con cui si vendica. No ,non ci sono riuscita. Ho provato tanta tenerezza e pena per questo uomo semplice che ha ideali e desideri semplici e che diventa feroce quando crollano. È vero, in ognuno di noi può celarsi un assassino, uno spietato vendicatore. Tutto può accadere, tutto può cambiare in un’ordinaria giornata di un borghese piccolo piccolo di fronte al destino infausto. Un libro meraviglioso che, penso, molti non hanno letto perché se si vede il film diventa inutile leggerlo e invece va letto assolutamente perché contiene tutti i sentimenti, i principi e i valori o disvalori di un’Italia ancora attuale
Recensione di Rossana Pescatore


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