Della Ginzburg non c’è solo Lessico famigliare (premio Strega 1963); si legge piacevolmente anche questo precedente romanzo TUTTI I NOSTRI IERI dove si incontra un primo simpatico tormentone famigliare “Renditi utile visto che non sei dilettevole”.
È la storia di due famiglie dirimpettaie. Da un lato, dopo la morte della madre e del padre, rimangono i 4 figli (Concettina, Ippolito, Giustino e Anna); dall’altro la famiglia proprietaria di una fabbrica di sapone con “mammina” e i figli Emanuele, Giuma e la rossa Amelia. Una folla di altri personaggi interagiscono con loro.
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Si intrecciano le vite dei ragazzi, pressoché coetanei, che studiano, crescono, amano, soffrono…
Prendono dolorosamente consapevolezza dei tempi, la vicenda inizia sotto il fascismo, e maturano le loro scelte sentimentali, politiche, esistenziali (Ippolito si suicida) sullo sfondo della guerra e della Resistenza.
E dopo la guerra mestamente si leccano le ferite: il ritorno alla normalità è duro, incerto è progettare il futuro perché una “lunga vita difficile si trovavano adesso davanti che era piena di tutte le cose che non sapevano fare”.
Assenti nel libro i dialoghi, il discorso diretto è sciolto insistentemente in quello indiretto: “diceva… aveva detto… rispose” e scorre la narrazione piana e fluida e tranquilla e pacata, l’ordine delle frasi è dato dalla coordinazione con la congiunzione semplice (paratassi) che dà al racconto un ritmo incalzante adatto alla lettura a voce alta.



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