TRAPPOLA NELLA NEBBIA, di Rosa Teruzzi (Sonzogno – aprile 2026)

Leggo sempre volentieri i gialli del casello di Rosa Teruzzi perché sono una ventata di leggerezza, pur senza esagerare, e sono l’ideale tra varie letture più pesanti e complesse. Così è stato anche per quest’ultimo libro della serie, anche se devo dire che vorrei Libera un po’ più sicura di se stessa, specie adesso che sembra aver coronato il suo sogno d’amore, anche se ancora in famiglia sembrano non saperne niente né la madre Jole né la figlia Vittoria. Qui troviamo le nostre Miss Marple del Giambellino indagare sull’aggressione subita da Mimma Arrigoni, un pubblico ministero che si è trovata in più occasioni a lavorare con il bel commissario, adesso fidanzato non ufficiale di Libera: la donna è stata aggredita brutalmente da una persona incappucciata e dapprima le indagini sembrano orientarsi verso la criminalità organizzata.
Sono però proprio le ricerche di Libera e compagnia a mettere in evidenza situazioni complicate anche da questioni personali. Accanto a Libera troviamo come al solito lo stesso gruppo; oltre all’eccentrica e vivacissima Jole, ancora una volta c’è la giornalista Irene la Smilza, con il suo capocronista Dog Cagnaccio, ed anche Angelo Riva il fotografo detto Piè Veloce. Ma ritroveremo anche Furio il cuoco innamorato della fioraia, che sembra però non aver perso tutte le sperante di colpirne il cuore, e Diego, amico della madre che Libera per un periodo pensava fosse suo padre.
Sì, perché la libertà di amare che la madre Jole si è concessa in gioventù- e che continua a rivendicare anche adesso ..”Una donna non può neanche frequentare un paio di amici, senza che la figlia e la nipote la controllino come mastini? Dov’è finito il diritto alla sessualità degli anziani?”- rende decisamente incerta la paternità di Libera, che ha con sé un lungo elenco di “amici” della madre che potrebbero essere responsabili del suo concepimento! Alternando con un sapiente equilibrio tra l’indagine e la dimensione umana dei vari personaggi ancora una volta la Teruzzi ci regala momenti di piacevole lettura.
Recensione di Ale Fortebraccio


Commenta per primo