SUNSET PARK Paul Auster

SUNSET PARK, di Paul Auster (Einaudi)

 

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Recensione 1

Sono perplessa, ho terminato il libro già da qualche giorno ma dovevo metabolizzarlo e capire se e quanto mi fosse piaciuto prima di poterlo commentare.. non è stato un giudizio immediato, ci sono cose buone ed altre che ho trovato inutili.. diversamente dal Paul Auster al quale sono abituata non avevo la voglia incessante di prendere il libro e portare avanti la lettura, all’inizio di ogni capitolo mi accorgevo che andavo a vedere quante pagine mancassero alla fine del capitolo e alla fine del libro.. non è un buon segno per me..

Paul Auster mi piace, ma questo testo mi è piaciuto meno degli altri, a tratti noioso, a tratti ridondante nelle lunghe e, a mio parere, inutili disquisizioni sul baseball e sul cinema.. un caleidoscopio di personaggi che vivono esistenze ai limiti della società, situazioni tristi e amare, comportamenti estremi che spesso non ho condiviso e compreso e quando finalmente nel finale le cose sembrano andare nel verso giusto ecco che accade qualcosa e…

Nel libro ci sono tuttavia belle riflessioni sulla vita, la parte introspettiva dei personaggi che risolleva il mio giudizio, sempre apprezzabile la penna dell’autore ma questa volta no, non è stato un libro memorabile e, personalmente, non mi sento di consigliarlo.. tuttavia, come spesso accade con i libri, ho letto recensioni molto distanti tra i lettori, c’è chi lo ha molto apprezzato mettendolo tra i preferiti dell’autore e chi lo ha drammaticamente stroncato..

Ai lettori e al loro libero arbitrio l’ardua sentenza

Recensione di Simona Di Chiara

 

Recensione 2

 

E’ un magnifico romanzo corale; la struttura è quella delle scatole cinesi ossia diverse storie una dentro l’altra e tutte dentro la storia principale il cui protagonista è il giovane Meles e tutte più o meno intrecciate con le vicende del giovane.

La vita di tutti i co-protagonisti è molto complicata ed attraversata da grandi tragedie spesso irrisolte, da conflitti esistenziali, da difficoltà di relazione che l’autore indaga e su cui riflette e fa riflettere. Tutti si muovono alla disperata ricerca di sicurezza e stabilità cercando di opporsi al destino che li vuole perdenti, emarginati e insoddisfatti. L’unica certezza per Miles che, in seguito a un grave trauma adolescenziale ha abbandonato l’agiatezza e la comodità della vita a New York , è la famiglia che tuttavia ha abbandonato quasi per il desiderio o la necessità di espiare la propria colpa.

Senza aspettative né illusioni, trascina la propria vita scappando dalle proprie responsabilità, solo l’incontro con una giovanissima donna di cui si innamora, lo spinge a tornare a New York e ad affrontare i suoi sensi di colpa e le sue paure.

Recensione di Patrizia Franchina
SUNSET PARK Paul Auster

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