STRANI DISEGNI, di Uketsu (Einaudi – giugno 2025)

Recensione 1
Ecco la mia ultima lettura del 2025. Questo è un thriller fuori dagli schemi, inquietante in modo sottile, capace di mettere a disagio senza mai ricorrere a violenza esplicita o a scene scioccanti. È una storia che lavora per sottrazione: non colpisce con rumore, ma con il silenzio, e proprio per questo lascia un segno duraturo.
All’inizio il libro si presenta come una serie di episodi apparentemente indipendenti, piccoli enigmi legati a disegni bizzarri, semplici, quasi ingenui. La sensazione di disorientamento è immediata, ma non casuale. Uketsu costruisce con attenzione questo smarrimento, trascinando il lettore in un percorso fatto di dettagli fuori posto, prospettive incoerenti e immagini che sembrano innocue solo in apparenza. È in questa zona di incertezza che il romanzo inizia davvero a rivelare la sua forza.
Più che indagare un colpevole, Strani disegni invita a osservare. Il fulcro del racconto non è l’azione, ma lo sguardo. I disegni non funzionano come simboli da decifrare, bensì come testimonianze silenziose, tentativi estremi di esprimere qualcosa che non riesce a trovare voce. Procedendo nella lettura, diventa chiaro che l’elemento più disturbante non è ciò che accade, ma ciò che viene ignorato: il silenzio, la distrazione, la tendenza a non prendere sul serio ciò che appare infantile o fuori norma.
Uno dei grandi meriti del romanzo sta nella capacità di rendere inquietanti elementi quotidiani e semplici: una casa, una stanza, una figura appena accennata. Uketsu gioca continuamente con la percezione del lettore, spingendolo a riconsiderare ciò che credeva di aver capito. Quando i legami tra le diverse storie iniziano a emergere, il libro cambia prospettiva: i frammenti si ricompongono e rivelano un disegno unico, visibile solo se osservato nel suo insieme.
Il finale rifiuta ogni facile consolazione. Non tutto viene spiegato in modo esplicito, ma ogni tassello trova il suo posto. È una conclusione che non chiude, bensì apre alla rilettura, perché una volta afferrato il meccanismo narrativo si comprende quanto la verità fosse sempre stata sotto gli occhi del lettore.
In definitiva, Strani disegni è un thriller originale e intelligente, che richiede attenzione e disponibilità a guardare oltre la superficie. È un libro che preferisce l’inquietudine lenta al colpo di scena immediato, e che proprio per questo mi ha colpito e convinto: non si limita a raccontare una storia ma educa lo sguardo di chi legge.
Recensione di Maria Elena Bianco
Recensione 2
Questo libro, giunto a noi dal Giappone, è stato uno dei casi letterari dell’estate, un po’ per il battage promozionale e un po’ per la peculiarità (invero non proprio originale) dell’autore che si presenta sempre mascherato Al di là di questi elementi più o meno folcloristici, cosa si può dire di questo giallo? È di difficile lettura, intricato, complicato, cervellotico? No, non esattamente! Certo, richiede una certa costanza nella lettura per non perderne i passaggi, ma in questo il lettore è agevolato da un numero contenuto di pagine e di personaggi.
La storia parte con due giovani studenti con la passione per gli enigmi e per l’esoterismo e con la scoperta di un blog in sè per sè innocuo ma con un messaggio finale oscuro e una serie di disegni da interpretare. E saranno sempre dei disegni a racchiudere il segreto di altri fatti apparentemente slegati da questo blog ma che, una volta ricomposto il puzzle, offriranno al lettore il quadro completo degli eventi….
Trama piuttosto intricata ma piuttosto facile da seguire grazie alla suddivisione in macrocapitoli, sviluppo un po’ artificioso per le soluzioni adottate ma al contempo ricco di colpi di scena e uno studio sull’interpretazione dei disegni che probabilmente vi farà guardare con più attenzione/timore i lavori dei vostri bambini….
Scherzi a parte una buona lettura senza dubbio, carica della giusta tensione e coinvolgente dall’inizio alla fine, meritevole di considerazione al di là del clamore mediatico che porta con sé.
Recensione di Enrico Spinelli
Recensione 3
Caso editoriale in Giappone con quasi due milioni di copie vendute.
Lo scrittore è uno streamer famosissimo che da anni trasmette nascondendosi dietro una maschera bianca.
La storia raccontata sembra ruotare tutta intorno a strani disegni che compaiono diversi nei vari capitoli.
Inizialmente la presenza di personaggi sempre nuovi e apparentemente slegati dal contesto precedente, crea una sorta di fastidio nel lettore che solo alla fine riuscirà a sciogliere questo nodo gordiano.
Non vi aspettate la penna unica ed elegante, intinta nel noir e nel grottesco, di Natsuo Kirino perché restereste delusi.
La narrazione e soprattutto il linguaggio, non si avvicinano minimamente alla bellezza stilistica dei grandi autori di crime giapponesi.
Strani disegni è un noir che parla il linguaggio del web e credo sia fortemente legato al personaggio misterioso che l’ha ideato e ai suoi contenuti on Line che per noi sono inaccessibili per la lingua.
Proprio per questo credo vada letto ed apprezzato per ciò che probabilmente è nella mente dello scrittore: un ulteriore gioco tra lui e i suoi followers.
Recensione di Annachiara Falchetti


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