SPARIRE A BUENOS AIRES Eloísa Díaz

SPARIRE A BUENOS AIRES Un’indagine dell’ispettore Alzada, di Eloísa Díaz (Piemme)

Questo libro si presenta come un giallo ma a mio avviso ci parla prevalentemente di quello che è successo in Argentina sotto la dittatura di Videla, quando le persone che non andavano bene al regime venivano prelevate dalle loro case per essere interrogate e torturate per poi finire nel gruppo enorme dei desaparecidos di quel brutto periodo.

Il romanzo alterna due storie- una è ambientata nel 1981 durante le vicende delle persone che svanivano nel niente, il periodo di Garage Olimpo e dei voli aerei fatti per liberarsi dei corpi degli avversari politici, l’altra avviene durante la crisi economica del 2001- legate tra di loro dalla figura di Jaquin Alzada, un ispettore di polizia di Buenos Aires, che si ritrova ad indagare nel 2001 sulla sparizione di una giovane donna nata in una famiglia ricca e famosa.

Alzada che da giovane aveva vissuto la tragedia di aver perso due familiari sotto la dittatura non può non pensare alla scomparsa del fratello e della cognata, consapevole che l’Argentina si trova nuovamente sull’orlo di una tragedia economica imminente, con un clima di violenza ed ipocrisia, a cui si aggiungono anche le difficoltà e le limitazioni poste dal governo nel prelievo dei soldi dalle banche suscitando affollate manifestazioni di protesta.

Ormai Joaquin è prossimo alla pensione e mal si rapporta con il nipote Sorolla, il figlio dei familiari scomparsi, che miracolosamente si era salvato nascondendosi al momento del “prelievo” dei genitori: il giovane rimprovera ad Alzada la sua debolezza, gli rinfaccia di non prendere partito, di non schierarsi a fianco dei manifestanti, mettendo in crisi l’uomo, che non riesce a dimenticare il passato e che teme il futuro.

L’autrice, madrilena nata da genitori argentini, ci fa così immergere in una Argentina che fatica ancora a distanza di vent’anni a trovare la sua identità ed il suo equilibrio: il paese, che aveva rappresentato anche per tanti italiani una specie di terra promessa per lasciarsi la miseria alle spalle, ha avuto in quegli anni una storia tormentata, con la dittatura, i desaparecidos e le madri e le nonne di Plaza de Mayo, con il resto del mondo insensibile agli orrori che vi avvenivano; e poi la crisi economica che rischiava di far precipitare nuovamente il paese nell’orrore. Insomma un libro, pieno di rabbia e di passione, che ci racconta fatti e misfatti di una realtà in cui anche tanti italiani si sono ritrovati a vivere, una realtà che ci fa ancora venire i brividi.

E la sparizione della giovane diventa uno dei tanti misfatti di un mondo che preferisce girare la faccia dall’altra parte!

Recensione di Ale Fortebraccio

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