SEGNALE ASSENTE François Morlupi

SEGNALE ASSENTE, di François Morlupi (Salani – maggio 2025)

Recensione 1

Ci sono scrittori che ti fanno sentire a casa, ci sono libri, storie, personaggi che sono terapeutici, che fanno stare bene, come una fumante tazza di cioccolata calda in un freddo pomeriggio d’inverno davanti ad uno camino scoppiettante.

Ecco, questo per me è tornare a leggere le avventure dei Cinque di Monteverde.

Sono pochi gli autori che hanno questo potere su di me…Italo Calvino, David Foster Wallace e François Morlupi, ognuno a suo modo, mi fa bene all’anima!

Segnale assente è la nuova indagine del mio amatissimo Commissario Ansaldi e della sua squadra.

E’ un giallo, quindi non dico nulla sulla trama, lascio a voi il piacere della lettura, ma posso dire che mi sono sentita particolarmente coinvolta: si parla di giovani poco più che adolescenti che si sentono invincibili e soprattutto perfetti nel mondo virtuale in cui spesso si rifugiano, il dramma delle nuove droghe, il labirintico universo del cyberweb, il difficile, delicato, spesso superficiale e non attento rapporto con i genitori, il non saper aspettare, il volere tutto subito e facilmente.

E poi c’è il disagio sociale, la difficoltà di arrivare a fine mese, gli anziani che non campano più con la pensione.

In breve: è attuale, moderno e profondo.

Non c’è la ricerca spasmodica di trovare per forza una spiegazione a tutto, perché spesso il male non ha risposta e se per caso ce l’ha, è di una banalità assurda.

E non manca la vena comica e ironica, che mi ha conquistata dalla prima indagine “Formule mortali”: François mi fa ridere, commuovere, indignare, riflettere nel giro di poche pagine.

C’è speranza, l’importanza di sapere scegliere, il libero arbitrio, la bontà insita nell’uomo così come la crudeltà, non siamo solo uno o solo l’altro, siamo quello che decidiamo di perseguire.

E ancora…Quanto conta dove si nasce? In quale ambiente si vive? Come si viene educati: alla ricerca del Bello o alla ricerca dell’inutile e dell’effimero?

La vera svolta sta nel sapere scegliere la strada giusta, non quella più semplice, più dritta, ma quella che come dice Calvino, ci permette di “riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e dargli spazio”.

Grazie François! Mi mancheranno tutti…tranne Alerami!

Buona lettura!

Recensione di Cristina Costa

Recensione 2

François Morlupi, con Segnale assente, ci offre un romanzo che è tanto un giallo avvincente quanto un ritratto umano e psicologico dei suoi protagonisti. La squadra dei “Cinque di Monteverde” è composta da investigatori profondamente diversi tra loro, ciascuno con le proprie fragilità, ossessioni e sfumature caratteriali. Il commissario Ansaldi, in particolare, emerge come un personaggio ricco di umanità, un uomo segnato dalla vita, empatico e lontano dagli stereotipi del classico investigatore duro e impenetrabile.

Rispetto ad altri gialli moderni, che spesso vedono protagonisti investigatori solitari o detective dal passato oscuro, il commissario Ansaldi si distingue per la sua empatia e la sua umanità, rendendolo più vicino al lettore. Non è un eroe infallibile, ma un uomo che affronta le indagini con sensibilità e dubbi, caratteristiche che lo avvicinano ai romanzi di autori come Antonio Manzini o Maurizio De Giovanni, dove l’aspetto umano è centrale.

La trama si sviluppa attorno a un’indagine complessa, che mette alla prova la squadra non solo dal punto di vista investigativo, ma anche personale. Il romanzo non si limita a intrecciare suspense e mistero, ma approfondisce il lato più umano di chi cerca la verità, mostrando dubbi, paure e momenti di sconforto. Morlupi costruisce una narrazione avvolgente, che bilancia tensione e introspezione, lasciando al lettore il piacere di entrare nelle vite dei protagonisti e vederli muoversi tra le ombre di un caso inquietante.

Il risultato è un’opera che non solo intriga per la sua costruzione narrativa, ma che sa anche emozionare per la sua profondità psicologica

Recensione di Paolo Pizzimenti

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La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga – il commissario Ansaldi

La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga – il commissario Ansaldi (François Morlupi)

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