QUATTRO PRESUNTI FAMILIARI Daniele Mencarelli

QUATTRO PRESUNTI FAMILIARI di Daniele Mencarelli (Sellerio – gennaio 2026)

 

 

La caratteristica principale di questo libro è che sembra un giallo e, secondo me, non lo è. Mi ha attirato subito il titolo, i familiari “presunti” ci fanno capire che il focus del libro non è sul fatto da cui il libro parte ma altrove.

Alcuni cacciatori scoprano uno scheletro, non un cadavere, in una grotta nelle campagne di un paese vicino a Latina, e stimando la data di morte presunta si individuano quattro persone che hanno denunciato la scomparsa di un loro caro, una donna, secondo lo studio che gli esperti fanno delle ossa.

Il racconto è fatto in prima persona da un giovane carabiniere, l’appuntato Emanuele Circosta che si muove tra personaggi a dir poco sgradevoli con cui lavora e opera.

Sono convocati due coniugi la cui figlia è scomparsa, una signorina che non ha più avuto notizie della sorella e un ragazzo abbandonato dalla madre biologica, in seguito alla cui scomparsa è stato adottato. Sono ospitati a Latina in attesa del confronto del DNA per stabilire chi di loro sia il familiare vero e non “presunto.

Ecco perché non lo ritengo un giallo: per l’ottima indagine psicologica di questi familiari, per il racconto, che viene fuori delle vite di queste persone, della loro personalità, delle loro turbe e difficoltà. Sicuramente siamo interessati a scoprire anche noi chi sarà il parente vero e non presunto e il finale avrà il giusto grado di suspense che ci farà voltare le pagine con ansia ma di certo ritengo molto più interessante la psicologia di questi poveri personaggi sottoposti ad uno stress non indifferente e soprattutto alla consapevolezza che non stanno comunque ad aspettare una buona notizia. Come bene scrive l’autore nei ringraziamenti : “Agli scomparsi nel nulla e alle loro famiglie in supplizio perenne”

Particolare è anche la descrizione della personalità dell’appuntato a cui viene dedicata una indagine attenta: i buoni non sono sempre buoni così come i cattivi non sono sempre cattivi ed Emanuele Circosta ci stupisce con i suoi atteggiamenti non sempre adeguati all’Arma e ai suoi ideali. E anche qui scrive l’autore, sempre nei ringraziamenti: ” A tutti coloro che rappresentano le istruzioni senza farsi stravolgere dall’esercizio del potere”.

Una lettura davvero buona.

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