PREMIO STREGA 2005: Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani (Feltrinelli)

È un libro particolare non solo per la storia narrata ma anche e soprattutto per il linguaggio e le parole utilizzate, ricercate e particolarmente evocative. Una prosa poetica si potrebbe definire.
Il protagonista (forse lo stesso autore) è un irundologo che aspetta il passaggio delle rondini nell’Assekrem seduto sulle pietre che formano la tomba di pere Foucold (un monaco) insieme ad una carovana Tagil, guidata da Jibril, e al dimah Tighritz, un cantore errante.
Essendo bloccati nel deserto, il protagonista inizia a pensare a ciò che lo ha portato in quel luogo e lo racconta all’unica persona che lo capisce, Jibril. Sostanzialmente, il protagonista viaggia con la mente e racconta tante storie di vita vere e immaginate, tra realtà e fantasia.
E racconta lentamente, soffermandosi sui piccoli particolari delle cose che accadono quotidianamente, e con grande tenerezza soprattutto quando rievoca la figura del padre Dinetto. E racconta di rondini, di orsi, della guerra in Bosnia ecc…
Uno stile narrativo affascinante quello dell’autore, indubbiamente.
Recensione di A. L.


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