Premio Scerbanenco 2025 – Vincono ex aequo: FORSE È COSÌ CHE SI DIVENTA UOMINI Giorgia Lepore – LA DONNA DELLA MANSARDA Davide Longo

Assegnato il Premio Scerbanenco 2025 – Vincono ex aequo:
FORSE È COSÌ CHE SI DIVENTA UOMINI, di Giorgia Lepore (Edizioni E/O)
LA DONNA DELLA MANSARDA, di  Davide Longo (Einaudi)

 

La donna della mansarda, Davide Longo – (Einaudi – aprile 2025)

Io, questi due, proprio li amo. Arcadipane e Bramard. Bramard e Arcadipane.

Tanto sgrammaticato uno, quanto professore l’altro.

Tanto sgualcito e disordinato uno, quanto minimal ed essenziale l’altro. Uno con sempre troppa gente intorno, solo e irriducibilmente solitario l’altro.

Poi tormentati, sì. Quello tutti e due. E del resto, ne hanno ben donde.

Stavolta, nella Torino di qualche anno fa, i nostri si trovano alle prese con la sparizione di una famosa quanto originale artista, discendente di una famiglia molto ma molto particolare.

Ci vuole l’intuito straordinario di Corso, unito alla tenacia semplice di Arcadipane per far luce in questa faccenda complicatissima, lunga generazioni e torbida e claustrofobica come solo Longo ce la sa raccontare.

Sono imperdibili le battute di Arcadipane, veramente in forma smagliante nonostante le sue solite innumerevoli sfighe, sempre unico e affascinante Bramard nella sua infinita tristezza e strepitosa intelligenza.

Quello che accade leggendo questo romanzo – come anche con gli altri di Arcadipane e Bramard – è che cominci a leggere cercando di risolvere un caso e ti ritrovi a seguire le vite di questi due adorabili gattoni randagi e a patire per loro, sperando che la soluzione del caso coincida, prima o poi, con la risoluzione delle loro esistenze.

“Si rivede bambino, un po’ grassottello, il panino sempre nello zaino, i quaderni con le copertine, i libri foderati, messo a puntino da una madre che ci teneva, mentre il padre guardava la pagella e diceva ‘embe’, meglio di me stai facendo’. Allora non sapeva che avrebbe fatto il poliziotto e due figli, amato una donna come si deve, incontrato Bramard e perso altri amici, poi fatto terapia e amato di nuovo e sofferto, e tutto questo avendo come perno un lavoro che ancora non capisce, ma porta avanti con ‘profondo disprezzo e fede ancora più profonda’, come disse un giorno Bramard, quando era commissario …”.

Recensione di Cristina Acquotti

 

Forse è così che si diventa uomini, di Giorgia Lepore (Edizioni E/O – aprile 2025)

 

 

“Giorgia Lepore è autrice di tre gialli con protagonista Gerri Esposito – dai quali è stata tratta una serie tv in arrivo su Rai 1 – ed ora torna in libreria con una nuova avventura dell’ispettore dal passato misterioso: Forse è così che si diventa uomini.

Nella nuova indagine di Gerri Esposito tutto si snoda in pochi giorni, scanditi da precisi transiti astrologici che fanno da sfondo agli avvenimenti, in cui passato e presente si sovrappongono. E di nuovo, come in una sorta di ciclo karmico mai concluso, l’indagine incrocia le strade di ragazzi, poco più che bambini, che cercano di salvarsi come possono in un mondo che non li accoglie ed è troppo duro per loro

In una chiesa rupestre nella periferia di Bari viene scoperto un cadavere. Maschio, mezza età, in posizione supina di fronte all’abside, vestito di tutto punto. Sul corpo, un serpente, anch’esso morto. La terza sezione della squadra mobile di Bari arriva per i rilievi di rito. Manca qualcuno: l’ispettore Gerri Esposito ha preso due giorni di permesso, caso più unico che raro, per svolgere una missione personale e importante.

Al suo rientro, Gerri trova l’ufficio in fibrillazione. L’identità della vittima è sconosciuta e le indagini brancolano nel buio. Vengono identificati altri frequentatori del sito: una giovane coppia di adolescenti che per qualche motivo non vuole collaborare; un uomo misterioso che pare uscito da un altro tempo, dagli affreschi della chiesa, e che non parla e non scrive; una ragazzina che ha perso un libro su cui ci sono i suoi disegni e i versi di una canzone in una lingua sconosciuta. Lingua che accende però una lampadina nella mente di Gerri Esposito, grazie all’intervento della mammana Angela, ormai diventata per lui un punto di riferimento fondamentale, che compare a tratti come una dea ex machina, a metterlo sulla strada giusta. Nel frattempo Gerri deve fare i conti con il proprio passato, che continua a tornare e a scardinare i cassetti blindati in cui lui cerca disperatamente di confinarlo.”

Dalla Pagina Facebook dell’editore E/O 

 

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