PORTAMI A CASA, di Sebastian Fitzek (Fazi)

É un thriller cupo e angosciante dove preda e cacciatore si confondono.
Il tutto si svolge nella notturna Berlino, una donna di nome Klara contatta il numero di telefono di un servizio di sostegno, soccorso o semplice compagnia per donne che rientrano a casa da sole in piena notte, a rispondere é Jules Tannberg che sta sostituendo un amico, Klara sostiene che ha telefonato per sbaglio e vorrebbe interrompere il contatto ma Jules la sente terrorizzata e la convince a rimanere al telefono.
Un po’ per volta lei si confida ed esce una storia sordida nella quale é stata coinvolta dal marito autoritario e vizioso e che sta scappando da un uomo che l’ha già aggredita e ha scritto la data della sua morte sul muro della sua camera da letto e manca poco allo scadere del termine.
C’è un serial killer in città si chiama “il killer del calendario” ed è il suo modo di agire; Klara sta vivendo una nottata da incubo e involontariamente, o volontariamente, l’unico contatto che ha ora è quella persona sconosciuta dall’altro capo del telefono.
Recensione di Daniela De Vescovi


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