PLATONE Una storia d’amore Matteo Nucci

PLATONE Una storia d’amore, di Matteo Nucci (Feltrinelli – settembre 2025)

So di ripetermi quando dico che aspetto un nuovo libro di Matteo Nucci come si attende una persona cara di ritorno da un viaggio. Ci si mette seduti comodi e la si ascolta raccontare.

Questa breve formuletta è ciò che vado ripetendo da anni, ad amici e clienti a cui capiti di posare lo sguardo su uno dei suoi libri o su uno dei cartellini dei consigli sporcati dalla mia calligrafia.

È con la medesima curiosità mista ad eccitazione che ho affrontato la lettura in anteprima di questo suo “Platone” , poderoso volume che fra pochi giorni farà finalmente il suo ingresso nelle librerie.

“Una storia d’amore” recita l’efficace sottotitolo, perché è soprattutto di questo che il romanzo racconta: di pensiero, di Idee, di parole, ma soprattutto e prima d’ogni cosa, d’amore.

«Aveva letto e riletto il brano che l’amico gli aveva raccomandato, quando Socrate sostiene che la parola prende vita nel petto di chi ascolta, germoglia, e torna indietro, proprio come lo sguardo degli innamorati che vedendo se stessi nello specchio della pupilla altrui si alimentano senza sforzo».

“Racconto dei racconti” è un ulteriore sottotitolo che nella mia mente ha accompagnato la lettura delle quasi seicento pagine di cui il romanzo è composto, mentre una qualche eco di ritorni, racconti, immagini di precedenti viaggi di Matteo prendevano forma, impastandosi con il nuovo racconto fino a modellarsi in una forma tutta nuova.

Così la voce dello Straniero, l’Io narrante di questa vibrante storia d’amore, ci conduce ad una lontana estate di oltre duemila anni fa, al momento fatale dell’incontro che segnerà per sempre la sua vita.

È una storia di viaggi, di palestre e di cura del corpo, di aule e di Accademia per lo studio, di taverne e di porti di pescatori, di coppe colme di vino e di simposi, di pesce messo ad arrostire sulla brace.

Fra un incipit in pure stile platonico («Scendevo al Pireo per la strada di Kilis») e un omaggio alla letteratura del Novecento («Ventitré anni dopo, […] davanti al plotone di esecuzione, […] si sarebbero ricordati della mattina in cui…») , come per effetto di un antico sortilegio o della pratica di un aruspice esperto, lo Straniero ci osserva e ci parla. È accanto a noi, qui e ora.

Questa dilatazione del tempo ci rende contemporanei di Socrate, di Platone, di Aristotele e ci rende testimoni oculari della nascita e della diffusione delle loro idee e del loro insegnamento, consegnandoci in eredità la modernità del loro pensiero.

Ho per le mani un nuovo cartellino da riempire: poche righe per racchiudere la forza e la Grazia di un volo di cigno, l’ultima immagine apparsa in sogno all’anziano Platone morente; l’ultimo balzo in alto di questo “atleta dell’anima” capace come pochi, forse più di tutti, di spiccare un salto e scavalcare i mari, i monti, i millenni e giungere fino a noi, persona e personaggio in un sol colpo.

Aspetto che un’idea giunga a solleticarmi, del resto ho ancora un po’ di tempo prima che il libro venga pubblicato.

Ne approfitto per ringraziare, ancora una volta, Matteo. E anche lo Straniero.

Matteo Nucci

“Platone. Una storia d’amore”

Feltrinelli editore

Recensione di Valerio Scarcia

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