PIETRA DOLCE – L’EQUILIBRIO DELLE LUCCIOLE, di Valeria Tron (Salani)


Ho scoperta questa scrittrice grazie ad una delle mie bibliotecarie preferite che, mentre gironzolavo tra i banchi dei libri, mi ha visto che prendevo in mano Pietra dolce, colpita dall’ossimoro del titolo, e mi ha consigliato di leggerlo. Mi sono fidata e sono rimasta semplicemente affascinata da questa delicata storia ambientata nella Val Germanasca, tanto da leggere tutto il libro in pochissimi giorni, sfruttando ogni minuto libero per andare avanti nella lettura. E come mi capita di norma, mi sono un po’ documentata su questa scrittrice scoprendo che è un’artista con varie doti come quella di essere una illustratrice, una cantautrice, una mediatrice culturale ed un’artigiana del legno; ha scritto, oltre a Pietra dolce, anche un altro romanzo, L’equilibrio delle lucciole, che costituisce il suo romanzo d’esordio, e che mi sono procurata velocemente per continuare la mia conoscenza con lei. Valeria Tron è nata proprio lì, in Val Germanasca, e lì sono ambientati tutti e due i suoi romanzi.
Oltre a descrivere la bellezza di quei luoghi, l’autrice utilizza nei dialoghi dei suoi romanzi il patois, una lingua franco-provenzale, un tempo diffusa nelle valli piemontesi, il cui utilizzo è ad oggi pressoché scomparso se si escludono piccoli gruppi di abitanti autoctoni della zona, che hanno mantenuto un forte rapporto con la loro terra e le vecchie consuetudini. Lo stile di scrittura quindi è molto particolare, non solo per l’uso del patois- che all’inizio può mettere un po’ in difficoltà ma poi si entra nel ritmo e si va avanti a leggere senza problemi- ma anche per l’intrecciarsi di varie storie, con vari personaggi, alternando episodi del passato a momenti più recenti. Nel libro di esordio- L’equilibrio delle lucciole- Valeria Tron narra la storia di Adelaide, una donna che sta vivendo una crisi esistenziale connessa alla fine di un amore e che sente il bisogno di tornare nel paese di origine alla ricerca delle proprie radici e di una riconciliazione con se stessa.
Qui, nella Val Germanasca, ritrova Nanà, un’anziana ancora ben lucida che ha rappresentato, assieme ad altre persone della piccola comunità, una figura importante nella prima parte della vita di Adelaide; assieme le due donne ripercorreranno episodi passati, in parte conosciuti, in parte completamente nuovi per la donna più giovane, che riuscirà così a comprendere meglio quelle persone che tanto hanno condizionato la sua crescita personale. E così conosceremo le storie di Bar Tricot, di Dando Irma, di Levi e di dando Lena e quelle dei nonni di Adelaide, Memé e Granpapà, storie antiche di amori e dolori, che legano la comunità della zona in un intrico di relazioni e di solidarietà. Ed insieme ad Adelaide comprenderemo l’importanza di prendere del tempo per se stessi, di riuscire a guardare nuovamente la natura con gli occhi di un bambino, di godere delle piccole cose che ogni giorno la vita ci regala, come cucinare e prendersi cura delle cove vecchie.
Recensione di Ale Fortebraccio
L’EQUILIBRIO DELLE LUCCIOLE – Valeria Tron


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