PER UNA VITA ANCORA, di Marianna Guida (Nulla Die – gennaio 2026)

Questo romanzo si legge tutto d’un fiato. È una storia che potrebbe essere quella di chiunque di noi. Si attraversa il dolore di due persone che, “svegliate” da una sorta di letargia a causa di un evento traumatico, sono costrette a rivedere il proprio passato, le scelte di tanti anni prima e, quanto a uno dei due (il chirurgo di successo), l’impianto stesso della propria personalità e di ciò che ha ritenuto di costruire.
Ogni coppia, più o meno stabile, vive delle crisi. Quella che attraversano Alberto e Marisa è scandagliata nei suoi recessi e tappe dall’occhio attento e dalle parole fluenti di Marianna. Si passa dalle varie sfumature della consapevolezza dapprima, alla disperazione, alla rifondazione, per poi giungere a una promessa. Il titolo appare in questo senso profetico, illuminante, specie con riferimento al finale.
“In quel momento, mentre ripensava a Marisa e a Diana, visualizzò la sua esistenza come delle stazioni ferroviarie di paesi dimenticati da Dio e dagli uomini. Per tutto il tempo della sua vita aveva riempito quel vuoto che avvertiva all’altezza dello sterno. Era come un amore non corrisposto e quella fame non si placava. Quando ancora percorreva i corridoi dell’ospedale, se ne sentiva il re, e invece era solo schiavo di sé stesso. Il servo della sua stessa fame”.
Anche i personaggi che potrebbero essere ritenuti “minori” sono dettagliati con poche pennellate molto ben rese. La prosa è semplice e ricca nello stesso tempo, i dialoghi sono vivi e realistici, riflettendo l’ ambientazione napoletana.
Marianna, inoltre, è passata a una scrittura facilmente fruibile, che nello stesso tempo non ha perso la sua connotazione di profondità e di attenzione, allenata e vigile, verso le emozioni e i sentimenti di tutti noi.
Il romanzo racconta una doppia storia di riscatto, che ci dice che tutti possiamo attraversare il dolore senza restarne schiacciati.
La vita è complessa, siamo tanti piccoli microcosmi che spesso girano attorno a sé stessi. Molti restano insieme, affogati dallo schema – presupposto fondante di generazioni di coppie in cui le donne erano mere appendici del proprio compagno – per cui “forse le persone più indipendenti vengono amate meno”.
Leggere è anche metabolizzare contenuti e in questa scrittura ve ne sono tanti. Ancora una volta brava, Marianna !
Recensione di Elisa Tomassi


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