PAZIENTE 64. I casi della sezione Q. Vol. 4, di Jussi Adler-Olsen (Marsilio)

I thriller di J.A. Olsen strappano sempre un sorriso nonostante quello che succede di terribile nelle indagini, lo scrittore è stato geniale nell’inventare i tre componenti della Sezione Q, Carl Mork, Assad e Rose che in uno scantinato si occupano di risolvere casi “freddi”.
L’ispettore capo Carl Mork è il responsabile della Sezione Q, il suo interesse primario sarebbe farsi delle belle dormite e scantonare il più possibile le rogne che la segretaria Rose é inesorabile nello scovare; é sopravvissuto ad un’operazione di polizia che l’ha ridotto in fin di vita, un collega é morto e l’altro rimasto paralizzato è ospitato a casa sua insieme al figliastro e ad un coinquilino che si occupa un po’ di tutto; il senso di colpa per non essere stato all’altezza in quel tragico evento lo schiaccia quotidianamente.
Innamorato della psicologa Mona, ha sempre lo spauracchio dell’ex moglie Vigga dalla quale non si decide a divorziare causa i suoi cronici problemi di denaro.
Assad è un siriano con un oscuro passato, di lui non si sa niente di preciso ma a volte usa delle tecniche di difesa che fanno sorgere più di un sospetto; non è un poliziotto ed è solo stato assegnato alla Sezione Q come assistente, intelligentissimo e capace sa cogliere particolari che Carl non nota e sa leggere le persone, non molla la presa fino alla soluzione dei casi ed é da sprone a Carl che tende alla pigrizia.
E poi c’è Rose, segretaria particolare, con un carattere che s’incendia facilmente, non ha peli sulla lingua quando deve rimproverare il suo capo, sempre vestita in modo eccentrico, un killer nella ricerca di dati e dettagli presenti nei dossier, formidabile nelle ricerche con la capacità di riuscire a cogliere i collegamenti tra tutte le scartoffie che legge.
Le trame sono sempre punteggiate da ironia e battibecchi divertenti che alleggeriscono la lettura delle descrizioni dei delitti e del marcio che nascondono.
La paziente 64 é il quarto di una fortunata serie, il primo libro “La donna in gabbia” è stato adattato per una serie televisiva.
É il caso della sparizione sospetta e anomala di alcune persone che negli anni ‘50 erano coinvolte, a più titolo, con la vita tragica di Nite; Nite ha perso la mamma da piccola e ha vissuto nella fattoria con il padre e tre fratelli.
Non sa nulla della vita e nessuno le ha mai insegnato la differenza tra bene e male, bambina ingenua e analfabeta é stata sempre alla mercé degli altri, maltrattata a scuola viene anche giudicata licenziosa e demente, il suo linguaggio scurrile è l’unica cosa che ha imparato in famiglia; quando a 15 anni resta incinta e abortisce, dopo essere stata gettata nel fiume da dei ragazzi, comincerà il suo calvario incontrando Carl Ward un medico con idee molto vicine alla filosofia nazista, a capo di un’organizzazione politica che persegue l’ideologia della razza pura.
Viene prima internata in un ospedale psichiatrico e poi su un’isola danese dove vengono internate ragazze disadattate e prostitute.
La sua vita, e quello che subirà sull’isola, la porteranno ad architettare la sua vendetta.
Nel frattempo Carl dovrà districarsi da altri problemi che rendono la vita lavorativa e personale complicata a questo, tutto sommato, scanzonato e capace Ispettore.
Recensione di Daniela De Vescovi


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