OMICIDI SRL, di Alessandro Robecchi (Sellerio – aprile 2026)

Due serial killer di professione, il Biondo e Quello con la cravatta, hanno da poco compiuto una missione apparentemente semplice e redditizia quando vengono contattati da un eccentrico, anziano e odioso collezionista d’arte per un incarico quanto mai singolare: eliminare il giovane nipote che sta per entrare in possesso dell’eredità al momento amministrata dal nonno. I nostri si trovano per la prima volta di fronte a un problema di natura etica trattandosi di un ventenne e più simpatico del vecchio, e per di più il ragazzo conduce una vita abbastanza tranquilla e regolare senza particolari vizi nè amicizie apparentemente scomode. A complicare il quadro c’è poi il fatto che la missione apparentemente semplice raccontata in apertura sta presentando diversi imprevisti che rischiano seriamente di mettere in pericolo i nostri che dovranno gestire entrambe le situazioni coinvolgendo anche la “stagista” Francesca Aroldi, incontrata nel precedente romanzo.
Torna la coppia di antieroi che avevamo conosciuto nella serie di Monterossi e come protagonisti ne “Il tallone da killer”, e con loro torna il poliziesco raccontato dalla prospettiva dei “cattivi”, pieno di humour nero e con uno sguardo ferocemente satirico sulla decadenza della nostra società, dove i figli vogliono sbarazzarsi dei padri e i nonni dei nipoti, con la consueta cornice milanese con i suoi toni più neri e le sue contraddizioni.
Ancora una volta Alessandro Robecchi ci presenta una storia avvincente dalla prosa ricca di sarcasmo e momenti umoristici e al contempo capace di generare quella tensione che tiene il lettore incollato alle pagine, un romanzo che regala colpi di scena, sorprese e, come altre volte, alcuni velati spunti di riflessione sulla nostra realtà odierna e sul decadimento dei rapporti umani.
Recensione di Enrico Spinelli


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