NOVE MESI DI BUGIE, di Daniela Troilo

La giovane ginecologa Anna Edison è stata assunta presso una prestigiosa struttura ospedaliera del Connecticut ma dopo l’entusiasmo iniziale scopre una serie di incongruenze che da inspiegabili diventano pericolose. A Far luce sulle tante zone d’ombra del suo ambiente di lavoro e che riguardano soprattutto alcune pazienti ci penserà il tenace commissario David Cox, e insieme scopriranno le carte di un sistema molto più complesso… e disumano.
Daniela Troilo ci presenta una nuova avventura del suo personaggio, un pubblico ufficiale molto determinato, scrupoloso e umano, in una storia che mette al centro il conflitto tra attività medica assistenziale e profitto, mostrando la faccia più brutale, inumana e opportunista di chi antepone alle pazienti le proprie ambizioni. Il romanzo risulta molto coinvolgente puntando molto sulla psicologia dei due protagonisti e degli altri personaggi e lasciando che la tensione arrivi al lettore in modo quasi subliminale ma con altrettanta efficacia.
La prosa molto semplice e diretta consente di seguire le vicende e i drammi umani delle vittime empatizzando con queste senza bisogno di passaggi retorici o inutili prolissità, in una narrazione asciutta ma che arriva dritta in faccia e ritrae con impietoso realismo un quadro terribile come quello della medicina sottomessa a uno dei più tristi mercati.
Recensione di Enrico Spinelli


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