NESSUNA VIA D’USCITA, di Michael Connelly (Piemme – febbraio 2026)

Il nuovo libro di Michael Connelly affronta un tema attualissimo di questi tempi: l’intelligenza Artificiale.
L’avvocato più famoso di Los Angeles, Mickey Haller è impegnato in una causa civile, Randolph contro Tidalwaiv Techonogies Llc.
Haller già da due anni non è più un avvocato penalista ma ha scoperto nuovi livelli di lavoro sporco e pericoli nelle aule eleganti della giustizia civile, risarcimenti con molti zeri rischiano di far nascondere la verità sotto un tappeto e i comportamenti sbagliati mettono in pericolo le persone. Mickey si sente a casa sua, pronto a tutto. Un ragionevole dubbio a un prezzo ragionevole, la sua promessa. Alla sua cliente, Brenda Randolph, non importano i soldi non le riporteranno la figlia indietro, lei vuole delle scuse pubbliche e l’ammissione di colpevolezza del colosso informatico. Si deve andare avanti, fino alla pronuncia del verdetto.
Come nei precedenti libri con Haller ci sarà Lorna, Cisco e la sua prima ex moglie Maggie McPherson che è stata appena eletta procuratore.
La bravura di Connelly è anche questa; far sembrare un libro la vita reale. Il ritorno di fiamma tra Mickey e Maggie, sentirli parlare della figlia Hayley, del fratellastro Bosch, della nipote Maddie che lavora nell’Unità Casi Irrisolti diretta da Renée Ballard, per poi far entrare in scena una vecchia conoscenza: Jack McEvoy.
Il giornalista Jack McEvoy vorrebbe assistere al processo per scrivere un nuovo libro, ma Haller ne approfitta subito, lo mette a lavoro, affidandogli l’analisi di documenti, e grazie alle sue indagini troverà una testimone chiave.
In queste pagine leggiamo come un ragazzo di nome Aaron Colton si sia fatto manipolare dalla compagna virtuale che chiamava Wren (IA). Condivideva tutto con lei, pensieri intimi, le faceva i complimenti per la sua bellezza e la sua comprensione.
Ma Wren non è reale, è un app che non è stata addestrata bene dalle persone giuste.
Io sono nata in un epoca dove non c’era ancora Intelligenza Artificiale. I cartoni animati li potevo vedere solo ad una determinata ora, non avevo il telefono in casa, le ricerche si facevano con le enciclopedie. Oggi invece basta un semplice smartphone. Ma i nostri figli stanno crescendo bene? Riusciamo a dargli quello di cui hanno veramente bisogno? L’amore, l’affetto non può dartelo IA.
<<Le piattaforme social come TikTok, Instagram e YouTube, ad esempio, hanno un impatto molto più significativo sul cervello degli adolescenti che su quello degli adulti>>
<<Ci spieghi meglio, dottoressa. Perché questo impatto significativo sui giovani?>>
<<Semplicemente perché il cervello degli adolescenti non è ancora completamente formato. In questa fase della vita è ancora in evoluzione. L’adolescenza è un periodo in cui il senso di sé sta appena iniziando a formarsi e l’accettazione da parte dei coetanei è fondamentale. Si tratta di una fase dello sviluppo emotivo di ogni giovane. E qual è l’elemento chiave di tutte queste piattaforme di social media? La risposta dei coetanei. Il pulsante “mi piace”. La finestra dei commenti. Gli adolescenti, che stanno ancora formando il loro senso di sé e la loro idea di identità, diventano molto vulnerabili alle reazioni dei coetanei sui social media. Cercano risposte positive – i cosiddetti “like” – fino a diventare dipendenti.>> (pag.326)
L’interrogatorio della dottoressa continua, ma non voglio togliervi il piacere di leggerlo.
Nei ringraziamenti possiamo leggere: sebbene si tratti di un opera di fantasia, l’autore ha imparato molto e tratto ispirazione dalle memorie presentate nella causa Megan Garcia contro Character Techonogies, intentata presso la corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto centrale della Florida.
Un legal thriller veramente bello, forse il più bello.
Lo consiglio.
Recensione di Giampa Ale Milia


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